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Scopo della vaccinazione è quello di proteggere l’individuo sano dalle malattie infettive; per questo motivo, i vaccini sono allestiti utilizzando:
1. frammenti di batteri o virus non in grado di produrre l’infezione;
2. batteri o virus integri, ma dalla capacità infettiva attenuata in modo da non indurre infezione.
La somministrazione del vaccino serve a stimolare una risposta da parte del sistema immunitario che produce le difese contro la malattia. Il risultato finale, dunque, è l’immunizzazione contro l’agente infettivo.

Efficacia
Gli studi epidemiologici dimostrano in maniera inconfutabile che la vaccinazione di massa ha debellato o ridotto notevolmente l’incidenza di patologie infettive che una volta rappresentavano dei veri flagelli, come vaiolo, poliomielite, difterite e morbillo. Questo è dovuto al fatto che l’immunizzazione “di gregge”, cioè della quasi totalità dei soggetti potenzialmente esposti agli agenti infettivi, blocca il contagio.
Dunque, la vaccinazione rappresenta una forma di prevenzione, in quanto permette di combattere malattie infettive per le quali non esistono terapie specifiche o, quando disponibili, non sono totalmente efficaci e in grado di evitare pericolose complicazioni. Va ricordato come gli esiti di queste malattie possano essere mortali o invalidanti, rappresentando, quindi, un rischio molto alto per la salute individuale e collettiva.
Tuttavia, si deve sottolineare l’importanza di non abbassare la guardia, in primis da parte degli stessi operatori sanitari che devono essere veicolo di informazione e formazione della popolazione: infatti, si sta assistendo ad una recrudescenza di alcune malattie, come il morbillo.
Va sottolineato con forza come queste patologie possano diffondersi rapidamente tra i soggetti non vaccinati, specialmente nelle classi di età più fragili: bambini e anziani.
L’efficacia della vaccinazione è legata alla puntuale somministrazione delle dosi vaccinali nei tempi e nei modi previsti per ogni tipologia di vaccino.

Sicurezza
Come riportato dalla campagna sulle vaccinazioni intrapresa dal Sistema Sanitario della Regione Toscana, i vaccini sono sicuri, soggetti a verifiche e controlli permanenti. Le possibilità di reazioni avverse e di effetti collaterali sono remote, estremamente ridotte nel numero e per gravità. Per contro, la loro efficacia per prevenire ed eradicare malattie anche mortali risulta massima. Per questo motivo si raccomanda a tutta la popolazione di vaccinarsi secondo le modalità e le scadenze previste dal calendario vaccinale.
Come ogni intervento di prevenzione, la vaccinazione agisce su individui sani, per evitare che si ammalino. I suoi migliori effetti sono silenti, perché si rendono efficaci prima che si manifesti una malattia altrimenti grave.
Tutto ciò non deve indurre nell’errore di pensare che la vaccinazione sia inutile o, peggio, dannosa. È un atto di responsabilità rispetto alla propria salute e a quella dei propri figli.

Vero o Falso
Riportiamo integralmente quanto pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un fact checking in cui spiega cosa è vero e cosa è falso in materia di vaccinazioni:

È falso che:
I vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni.
La nostra capacità di rispondere agli antigeni si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini.
I vaccini contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio.
Nessuno dei vaccini commercializzati in Europa contiene da diversi anni derivati del mercurio, di cui peraltro non è mai stata dimostrata la pericolosità nelle quantità e nelle forme contenute nei vaccini. Le quantità di formaldeide, alluminio e altre sostanze sono minime e tali da non causare alcun danno alla salute.
I vaccini, in particolare quello contro Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR), causano l’autismo.
Dai numerosi studi effettuati non emerge alcuna correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo. Lo studio che riportava il legame è stato dimostrato fraudolento e l’autore è stato radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.
A causa del decreto sull’obbligo aumentano i vaccini somministrati ai bimbi nel primo anno di vita.
Il decreto non modifica il calendario vaccinale, le immunizzazioni e la scansione temporale restano le stesse. I genitori che negli anni passati hanno fatto fare ai figli sia quelle obbligatorie che le raccomandate al momento del loro ingresso a scuola li avevano protetti dalle 10 malattie previste dalla legge in discussione, e in alcune Regioni anche da altre, ad esempio lo pneumococco.
Esistono degli esami che possono predire eventuali effetti collaterali dei vaccini.
Non esiste nessun test in grado di predire gli effetti collaterali dei vaccini.

È vero che:
L’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo.
Il morbillo può essere causa di gravi complicanze e danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. Tutto ciò può essere prevenuto dal vaccino.
La sicurezza dei vaccini è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino. Gli effetti collaterali gravi da vaccino hanno una frequenza estremamente più bassa di quelli delle malattie da cui proteggono.
L’Italia è uno dei 14 Paesi dove il morbillo è ancora endemico ed è nella “top ten” dei paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da novembre 2016 ad aprile 2017. Dall’inizio del 2017 sono stati notificati oltre 3.500 casi, molte complicanze gravi inclusi casi di polmonite, 2 casi di encefalite e 2 decessi. Il 40% circa dei casi è stato ricoverato in ospedale, a conferma della gravità della malattia. Il 35% circa dei casi ha riportato almeno una complicanza.
La malattia impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione. Inoltre nella composizione dei vaccini attuali gli antigeni presenti sono molti meno rispetto a quelli che venivano somministrati trenta anni fa.

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