La ragade anale è una piccola lacerazione della mucosa del canale anale, generalmente localizzata nella parte posteriore.
Si tratta di una lesione superficiale ma molto dolorosa, soprattutto durante e dopo l’evacuazione.
Spesso si sviluppa in seguito al passaggio di feci dure o in presenza di stipsi cronica.
Perché provoca così tanto dolore?
La lesione attiva un meccanismo riflesso:
il dolore induce una contrazione involontaria dello sfintere anale interno (ipertono sfinterico).
Questa contrazione:
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Riduce l’afflusso di sangue nella zona
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Ostacola la guarigione
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Mantiene attiva la fissurazione
Si crea così un circolo vizioso:
dolore → spasmo → ridotta ossigenazione → mancata guarigione.
Quando diventa cronica?
Se la ragade non guarisce entro alcune settimane, può evolvere in forma cronica, con:
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Dolore persistente
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Piccole perdite di sangue
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Formazione di tessuto cicatriziale
In questi casi è necessario un inquadramento specialistico.
Come si cura?
Nella fase iniziale il trattamento è medico e mira a:
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Eliminare il dolore
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Ridurre l’ipertono sfinterico
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Favorire la guarigione della mucosa
Nei casi resistenti alla terapia medica può essere indicato un piccolo intervento chirurgico mirato (sfinterotomia interna laterale), altamente efficace se correttamente eseguito.