<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Regione testa/collo Archivi - Clinica San Paolo</title>
	<atom:link href="https://www.casadicurasanpaolo.it/tag/regione-testacollo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/tag/regione-testacollo/</link>
	<description>Clinica Privata in Pistoia, Toscana. Centro di eccellenza per chirurgia, servizi ambulatoriali e diagnostiici, oftalmologia e oculistica.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 27 Oct 2024 07:39:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.4</generator>

<image>
	<url>https://www.casadicurasanpaolo.it/wp-content/uploads/2025/04/favicon-100x100.png</url>
	<title>Regione testa/collo Archivi - Clinica San Paolo</title>
	<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/tag/regione-testacollo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ipertrofia dei turbinati</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/ipertrofia-dei-turbinati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 12:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Regione testa/collo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.casadicurasanpaolo.it/?p=9438</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è l&#8217;ipertrofia dei turbinati? I turbinati sono strutture ossee rivestite da una mucosa riccamente vascolarizzata poste nella parete laterale di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/ipertrofia-dei-turbinati/">Ipertrofia dei turbinati</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cos&#8217;è l&#8217;ipertrofia dei turbinati?</h1>
<p align="left">I turbinati sono strutture ossee rivestite da una mucosa riccamente vascolarizzata poste nella parete laterale di ciascuna fossa nasale; si tratta di tre elementi, superiore, medio e inferiore,  la cui funzione è di filtrare, riscaldare e umidificare l&#8217;aria prima che arrivi alle vie aeree.</p>
<p align="left">L&#8217;ipertrofia, cioè l&#8217;ispessimento, dei turbinati è un&#8217;evoluzione irreversibile delle riniti croniche. I fattori locali che la favoriscono sono:</p>
<ul>
<li>l’ostruzione cronica delle fosse nasali per ipertrofia delle adenoidi, deviazione del setto, iperplasia della bulla etmoidale</li>
<li>l&#8217;irritazione cronica della mucosa da fattori chimici, fisici o condizioni climatiche sfavorevoli come l&#8217;umidità.</li>
</ul>
<p>Tra queste rinopatie rientrano anche le riniti medicamentose da <strong>abuso di decongestionanti nasal</strong>i e alcune forme di rinopatia vasomotoria, soprattutto neurodistonica. Si distinguono varie forme di ipertrofia:</p>
<ul>
<li><strong>rinite vasomotoria: </strong>manca<strong> </strong>una causa evidente;</li>
<li><strong>rinite farmacologica:</strong> da abuso di decongestionanti nasali;</li>
<li><strong>rinite allergica</strong></li>
<li><strong>nares: </strong>nel rinocitogramma si osserva aumento degli eosinofili;</li>
<li><strong>naresma: </strong>nel rinocitogramma si osserva aumento degli eosinofili e delle mastcellule.</li>
</ul>
<p><img decoding="async" title="turbinati" src="http://www.otorinolaringoiatria.org/ORL/NEW/Images/Old/TURBINATI.jpg" alt="massiccio facciale 3D" width="200" height="220" /></p>
<p>I <strong>turbinati </strong>sono cosituiti anche da abbondante tessuto cavernoso, cioè tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni, per cui risentono sensibilmente degli effetti dei <strong>vasocostrittori</strong> contenuti nelle gocce nasali decongestionanti. La vasocostrizione consiste nella riduzione dell&#8217;apporto sanguigno e questo favorisce una iniziale sensazione di benessere; tuttavia, quando il loro effetto termina, si determina una vasodilatazione reattiva che a lungo andare causa l&#8217;ipertrofia. Per questo motivo l&#8217;uso continuo delle gocce per il raffreddore può causare danni gravi e permanenti.</p>
<p><strong>SINTOMATOLOGIA</strong></p>
<p>I sintomi<strong> </strong>sono accentuati da variazioni climatico-ambientali quali i cambi di stagione, i cambiamenti di temperatura e di umidità dell&#8217;aria e consistono in:</p>
<ul>
<li><strong>senso di ostruzione respiratoria nasale</strong></li>
<li><strong>scolo di secrezioni di muco dal naso verso la gola</strong></li>
<li><strong>mal di testa</strong></li>
<li><strong>secchezza della bocca</strong></li>
<li><strong>alito cattivo</strong></li>
<li><strong>alterazioni dell&#8217;odorato e del gusto</strong></li>
<li><strong>faringiti recidivanti</strong></li>
<li><strong>sinusiti</strong></li>
<li><strong> russamento e apnee del sonno </strong>(vedi anche: <a href="http://www.russamentoeapnee.com">www.russamentoeapnee.com</a>)</li>
<li><strong>otiti recidivanti o croniche</strong></li>
</ul>
<p><strong>DIAGNOSI</strong></p>
<p>Viene formulata dall&#8217;otorinolaringoiatra mediante l&#8217;anamnesi, la visita, la videoendoscopia nasale, il test di decongestione nasale, la rinomanometria e il rinocitogramma:</p>
<ul>
<li><strong>rinomanometria</strong>: consiste nella misurazione della resistenza nasale al passaggio dell&#8217;aria per ognuna delle due fossi nasali e si esegue applicando al paziente una maschera facciale;</li>
<li><strong>rinocitogramma</strong>: si tratta di un esame che studia la citologia del muco nasale, cioè la popolazione delle cellule presenti nel muco nasale.</li>
</ul>
<p><strong>TERAPIA MEDICA</strong></p>
<p>La terapia medica si avvale dell&#8217;uso di spray nasali a base di sterodi, di lavaggi nasali con soluzioni saline, di antiistaminici e di cortisone per bocca. Tuttavia, quando si è instaurata una severa ipertrofia i turbinati non rispondono più alla cura medica e diventa indispensabile la chirurgia.</p>
<p><strong>TERAPIA CHIRURGICA </strong></p>
<p><strong>La chirurgica tradizionale in anestesia generale</strong> si basa su interventi con ricovero ospedaliero di due/tre giorni, talvolta con qualche disagio per i pazienti per la necessità di eseguire un tamponamento nasale antiemorragico.</p>
<p><strong>Gli interventi consistono in:</strong></p>
<ul>
<li>turbinectomia parziale</li>
<li>decongestione sottomucosa in anestesia generale</li>
</ul>
<p><strong>Una validissima alternativa agli interventi &#8220;tradizionali&#8221; è rappresentata oggi dalla Chirurgia miniinvasiva.</strong></p>
<p><strong>NUOVE TECNICHE MINIINVASIVE</strong></p>
<p><strong>Oggi esistono nuove tecniche miniinvasive eseguibili in anestesia locale nelle quali si può riuscire ad evitare l’utilizzo dei fastidiosi tamponi nasali e che consentono la dimissione</strong><strong> già dopo poche ore dall’intervento.</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo degli atti chirurgici è quello di ripristinare lo stato della mucosa nasale ipertrofica e danneggiata. La finalità comune a tutte le tecniche è la riduzione di volume dei turbinati che vengono, in tal modo, ricondotti alla situazione precedente ai danni anatomici: decongestione sottomucosa. Gli interventi si eseguono generalmente sotto sedazione per indurre il massimo rilassamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/ipertrofia-dei-turbinati/">Ipertrofia dei turbinati</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chirurgia dei turbinati</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/chirurgia-dei-turbinati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2014 11:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Regione testa/collo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.casadicurasanpaolo.it//?p=8665</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è l&#8217;ipertrofia dei turbinati? I turbinati sono strutture ossee rivestite da una mucosa riccamente vascolarizzata poste nella parete laterale di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/chirurgia-dei-turbinati/">Chirurgia dei turbinati</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cos&#8217;è l&#8217;ipertrofia dei turbinati?</h1>
<p align="left">I turbinati sono strutture ossee rivestite da una mucosa riccamente vascolarizzata poste nella parete laterale di ciascuna fossa nasale; si tratta di tre elementi, superiore, medio e inferiore,  la cui funzione è di filtrare, riscaldare e umidificare l&#8217;aria prima che arrivi alle vie aeree.</p>
<p align="left">L&#8217;ipertrofia, cioè l&#8217;ispessimento, dei turbinati è un&#8217;evoluzione irreversibile delle riniti croniche. I fattori locali che la favoriscono sono:</p>
<ul>
<li>l’ostruzione cronica delle fosse nasali per ipertrofia delle adenoidi, deviazione del setto, iperplasia della bulla etmoidale</li>
<li>l&#8217;irritazione cronica della mucosa da fattori chimici, fisici o condizioni climatiche sfavorevoli come l&#8217;umidità.</li>
</ul>
<p>Tra queste rinopatie rientrano anche le riniti medicamentose da <strong>abuso di decongestionanti nasal</strong>i e alcune forme di rinopatia vasomotoria, soprattutto neurodistonica. Si distinguono varie forme di ipertrofia:</p>
<ul>
<li><strong>rinite vasomotoria: </strong>manca<strong> </strong>una causa evidente;</li>
<li><strong>rinite farmacologica:</strong> da abuso di decongestionanti nasali;</li>
<li><strong>rinite allergica</strong></li>
<li><strong>nares: </strong>nel rinocitogramma si osserva aumento degli eosinofili;</li>
<li><strong>naresma: </strong>nel rinocitogramma si osserva aumento degli eosinofili e delle mastcellule.</li>
</ul>
<p><img decoding="async" title="turbinati" src="http://www.otorinolaringoiatria.org/ORL/NEW/Images/Old/TURBINATI.jpg" alt="massiccio facciale 3D" width="200" height="220" /></p>
<p>I <strong>turbinati </strong>sono cosituiti anche da abbondante tessuto cavernoso, cioè tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni, per cui risentono sensibilmente degli effetti dei <strong>vasocostrittori</strong> contenuti nelle gocce nasali decongestionanti. La vasocostrizione consiste nella riduzione dell&#8217;apporto sanguigno e questo favorisce una iniziale sensazione di benessere; tuttavia, quando il loro effetto termina, si determina una vasodilatazione reattiva che a lungo andare causa l&#8217;ipertrofia. Per questo motivo l&#8217;uso continuo delle gocce per il raffreddore può causare danni gravi e permanenti.</p>
<p><strong>SINTOMATOLOGIA</strong></p>
<p>I sintomi<strong> </strong>sono accentuati da variazioni climatico-ambientali quali i cambi di stagione, i cambiamenti di temperatura e di umidità dell&#8217;aria e consistono in:</p>
<ul>
<li><strong>senso di ostruzione respiratoria nasale</strong></li>
<li><strong>scolo di secrezioni di muco dal naso verso la gola</strong></li>
<li><strong>mal di testa</strong></li>
<li><strong>secchezza della bocca</strong></li>
<li><strong>alito cattivo</strong></li>
<li><strong>alterazioni dell&#8217;odorato e del gusto</strong></li>
<li><strong>faringiti recidivanti</strong></li>
<li><strong>sinusiti</strong></li>
<li><strong>russamento e apnee del sonno </strong>(vedi anche: <a href="http://www.russamentoeapnee.com">www.russamentoeapnee.com</a>)</li>
<li><strong>otiti recidivanti o croniche</strong></li>
</ul>
<p><strong>DIAGNOSI</strong></p>
<p>Viene formulata dall&#8217;otorinolaringoiatra mediante l&#8217;anamnesi, la visita, la videoendoscopia nasale, il test di decongestione nasale, la rinomanometria e il rinocitogramma:</p>
<ul>
<li><strong>rinomanometria</strong>: consiste nella misurazione della resistenza nasale al passaggio dell&#8217;aria per ognuna delle due fossi nasali e si esegue applicando al paziente una maschera facciale;</li>
<li><strong>rinocitogramma</strong>: si tratta di un esame che studia la citologia del muco nasale, cioè la popolazione delle cellule presenti nel muco nasale.</li>
</ul>
<p><strong>TERAPIA MEDICA</strong></p>
<p>La terapia medica si avvale dell&#8217;uso di spray nasali a base di sterodi, di lavaggi nasali con soluzioni saline, di antiistaminici e di cortisone per bocca. Tuttavia, quando si è instaurata una severa ipertrofia i turbinati non rispondono più alla cura medica e diventa indispensabile la chirurgia.</p>
<p><strong>TERAPIA CHIRURGICA </strong></p>
<p><strong>La chirurgica tradizionale in anestesia generale</strong> si basa su interventi con ricovero ospedaliero di due/tre giorni, talvolta con qualche disagio per i pazienti per la necessità di eseguire un tamponamento nasale antiemorragico.</p>
<p><strong>Gli interventi consistono in:</strong></p>
<ul>
<li>turbinectomia parziale</li>
<li>decongestione sottomucosa in anestesia generale</li>
</ul>
<p><strong>Una validissima alternativa agli interventi &#8220;tradizionali&#8221; è rappresentata oggi dalla Chirurgia miniinvasiva.</strong></p>
<p><strong>NUOVE TECNICHE MINIINVASIVE</strong></p>
<p><strong>Oggi esistono nuove tecniche miniinvasive eseguibili in anestesia locale nelle quali si può riuscire ad evitare l’utilizzo dei fastidiosi tamponi nasali e che consentono la dimissione</strong><strong> già dopo poche ore dall’intervento.</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo degli atti chirurgici è quello di ripristinare lo stato della mucosa nasale ipertrofica e danneggiata. La finalità comune a tutte le tecniche è la riduzione di volume dei turbinati che vengono, in tal modo, ricondotti alla situazione precedente ai danni anatomici: decongestione sottomucosa. Gli interventi si eseguono generalmente sotto sedazione per indurre il massimo rilassamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/chirurgia-dei-turbinati/">Chirurgia dei turbinati</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tonsillectomia</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/tonsillectomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2014 11:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Regione testa/collo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.casadicurasanpaolo.it//?p=8662</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è la tonsillectomia? La tonsillectomia è l&#8217;asportazione chirurgica delle tonsille palatine. Queste, comunemente chiamate tonsille, sono due ghiandole collocate sui lati della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/tonsillectomia/">Tonsillectomia</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cos&#8217;è la tonsillectomia?</h1>
<p>La <strong>tonsillectomia</strong> è l&#8217;asportazione chirurgica delle tonsille palatine. Queste, comunemente chiamate <strong>tonsille</strong>, sono due ghiandole collocate sui lati della parte posteriore del palato e fanno parte del sistema immunitario.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="imgright" src="http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/img/tonsille.jpg" alt="Tonsille" width="386" height="290" /></p>
<p>La necessità di ricorrere alla tonsillectomia deve essere presa in considerazione qualora episodi di tonsillite acuta si ripetano nonostante la terapia farmacologica. L&#8217;intervento si svolge quasi sempre in anestesia generale e può causare dolore o episodi di emorragia: si tratta di effetti collaterali che sono da considerare normali. I primi segnali di ripresa si osservano dopo due settimane dall&#8217;intervento.</p>
<h4>TONSILLITE</h4>
<p>Il termine <strong>tonsillite</strong> indica l&#8217;infiammazione delle tonsille palatine dovuta a virus o a batteri che penetrano nel cavo orale orale e lo infettano.</p>
<p>È considerata <strong>cronica</strong> la tonsillite la cui frequenza sia:</p>
<ul>
<li>Più di sette episodi all&#8217;anno</li>
<li>Più di cinque episodi all&#8217;anno, per due anni consecutivi</li>
<li>Più di tre episodi all&#8217;anno, per tre anni consecutivi</li>
</ul>
<p>La persistenza di un volume delle tonsille cronicamente aumentato determina una condizione di <strong>tonsillite ipertrofica</strong>; inoltre, nei casi in cui il trattamento antibiotico risulti inefficace, può formarsi un <strong>ascesso peritonsillare</strong>. Quando il paziente ha difficoltà a respirare, specie durante la notte, e a deglutire si rende necessaria una valutazione specialistica sull&#8217;opportunità di intervenire chirurgicamente.</p>
<p>Le tonsilliti sono assai frequenti tra i bambini e gli adolescenti e, di conseguenza, la tonsillectomia si effettua prevalentemente in soggetti in età pediatrica.</p>
<h4>TONSILLE AFFETTE DA RARE PATOLOGIE</h4>
<p>Seppur più raramente, l&#8217;intervento di tonsillectomia può rendersi necessario anche nelle seguenti situazioni:</p>
<ul>
<li>Individui con tonsille non infiammate, ma di volume tale da ostacolare la normale respirazione, in particolare, quella notturna, e la deglutizione</li>
<li>Tumori della gola che colpiscono anche le tonsille</li>
<li>Emorragie frequenti dei vasi sanguigni che irrorano le tonsille</li>
</ul>
<p>I pazienti, in questi casi, possono appartenere a tutte le classi di età.</p>
<p>I possibili inconvenienti dell&#8217;intervento sono:<br />
<strong>Sanguinamento post-intervento</strong>. È una manifestazione che riguarda circa 3 bambini su 100 e circa 1 adulto su 30 che migliora facendo dei gargarismi con acqua fredda.<br />
<strong>Infezioni</strong>. Sono dovute ad una maggiore predisposizione agli agenti patogeni nell&#8217;immediato periodo post-operatorio.<br />
<strong>Gonfiore linguale</strong>. Dopo la tonsillectomia, è frequente che la lingua e il palato si gonfino e siano dolenti per qualche ora, rendendo, in tal modo, difficile la respirazione e la deglutizione.</p>
<p>Dato che la tonsillectomia viene eseguita in anestesia generale, a partire dalla mezzanotte del giorno dell&#8217;intervento, si raccomanda al paziente il digiuno completo da cibo e bevande.</p>
<p>La tonsillectomia ha una durata media da 20 minuti a 1 ora e si può eseguire in vari modi:</p>
<ul>
<li><strong>Rimozione chirurgica classica</strong> (<strong>rimozione &#8220;a freddo&#8221;</strong>). Viene eseguito con bisturi d&#8217;acciaio, tramite cui si sezionano le tonsille, le si legano alla base e le si asportano.</li>
<li><strong>Diatermia</strong>. Forma di termoterapia particolare, si esegue con una sonda attraversata da corrente che, a contatto con le tonsille genera calore fino a &#8220;bruciare&#8221; gli organi linfoghiandolari stessi.</li>
<li><strong>Coblazione</strong> (o <strong>ablazione fredda</strong>). Il meccanismo è simile a quello della diatermia, solo che le temperature raggiunte sono più basse (tra i 40 e i 60°C).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Laser</strong>. Si colpiscono le tonsille con raggi ad alta energia.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ultrasuoni</strong>. Le tonsille vengono rimosse con bisturi ad ultrasuoni, ovvero strumenti che, a contatto con il tessuto linfoghiandolare, provocano vibrazioni ad alta frequenza.</li>
</ul>
<p><strong>DIMISSIONE E STATO DI SALUTE POST-OPERATORIO</strong></p>
<p>La dimissione può avvenire il giorno stesso dell&#8217;operazione. La sensazione di dolore alla bocca e all&#8217;intera mandibola, al collo e agli orecchi è normale. Nei primissimi giorni successivi all&#8217;intervento, è probabile che risulti difficile dormire.</p>
<h2>Modalità e tempi di recupero</h2>
<p><strong>Dolore</strong>. Il dolore si attenua nell&#8217;arco di una settimana, ma i primi sensibili miglioramenti si osservano al termine della seconda.<br />
<strong>Igiene</strong>. Specialmente all&#8217;inizio, è fondamentale l&#8217;igiene, poiché l&#8217;individuo operato è debole e più esposto alle infezioni. È, pertanto, opportuno evitare gli ambienti affollati, come la scuola, per almeno un paio di settimane e lavarsi accuratamente bocca e denti, usando un collutorio dopo ogni pasto.<br />
<strong>Alimentazione</strong>. Nonostante masticazione e deglutizione risultino difficili, è bene riabituarsi, in modo graduale, a mangiare cibi solidi. Come sottolineato in precedenza, sono da evitare bevande acide, alcolici e cibi speziati.<br />
<strong>Emorragie</strong>. Nei primi giorni dopo l&#8217;intervento, piccole perdite di sangue dalla bocca sono normali. Può essere utile, per interromperle, eseguire dei gargarismi con acqua fredda, poiché il freddo ha un effetto vasocostrittore.<br />
<strong>Riposo</strong>. Almeno per due settimane è opportuno stare a riposo ed evitare attività fisiche medio-pesanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/tonsillectomia/">Tonsillectomia</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
