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	<title>Occhio Archivi - Clinica San Paolo</title>
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	<description>Clinica Privata in Pistoia, Toscana. Centro di eccellenza per chirurgia, servizi ambulatoriali e diagnostiici, oftalmologia e oculistica.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 15 Nov 2014 10:07:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Occhio Archivi - Clinica San Paolo</title>
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	<item>
		<title>Asportazione di pterigio</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/asportazione-di-pterigio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 10:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos&#8217;è E&#8217; una neoformazione fibrovascolare che supera il limbus (zona di separazione tra cornea e sclera) e occupa la cornea [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Che cos&#8217;è</h3>
<p style="text-align: justify">E&#8217; una neoformazione fibrovascolare che supera il limbus (zona di separazione tra cornea e sclera) e occupa la cornea nel settore nasale. Questa patologia è frequente nei soggetti di sesso maschile che sono esposti per lavoro all’aria aperta. Può avere evoluzione progressiva e recidivare dopo l&#8217;asportazione chirurgica. L’incidenza della recidiva viene ridotta ricorrendo all&#8217;effettuazione di autotrapianti congiuntivali.</p>
<h3>Sintomi</h3>
<ul>
<li>Sensazione di corpo estraneo</li>
<li>Lacrimazione</li>
<li>Bruciori e fastidi nella visione notturna</li>
<li>Riduzione della vista per perdita della trasparenza corneale o per deformazione della cornea</li>
<li>Diplopia nello sguardo laterale</li>
<li>Inestetismo</li>
</ul>
<h3>Evoluzione</h3>
<p>E&#8217; progressiva con una velocità che varia da individuo a individuo</p>
<h3>Terapia</h3>
<p style="text-align: justify">Consiste nella rimozione chirurgica. L&#8217;intervento di elezione consiste nell&#8217;autotrapianto di congiuntiva. La complicanza postoperatoria più frequente è rappresentata dalla recidiva che può essere rioperata.</p>
<h3>Non è vero che</h3>
<ul>
<li>Si cura con i colliri</li>
<li>Si opera quando è progressivo</li>
<li>Che bisogna essere allettati dopo l’intervento</li>
<li>Che l’intervento è doloroso</li>
<li>Che sicuramente recidiva</li>
</ul>
<h3>Quali sono le cause?</h3>
<ul>
<li>Esposizione ai raggi ultravioletti ed alle radiazioni termiche con alterazione delle cellule staminali dell’epitelio limbare.</li>
<li>Lo pterigio è molto più comune in alcune popolazioni, ad esempio nei soggetti che vivono nelle zone equatoriali tra il 37° parallelo nord e sud.</li>
<li>Chi lavora all’aperto, soprattutto se l’attività si svolge vicino a superfici riflettenti, ha maggiore probabilità di sviluppare lo pterigio.</li>
</ul>
<h3>Quando operare?</h3>
<ul>
<li>Diminuzione della capacità visiva</li>
<li>Limitazione della motilità oculare</li>
<li>Comparsa di displasia</li>
<li>Evidente crescita documentata dall’oculista</li>
<li>Crescita riferita dal paziente</li>
<li>Spiccata sintomatologia soggettiva (irritazione, bruciore,fastidio ecc)</li>
<li>Motivazioni estetiche</li>
</ul>
<h3>In cosa consiste l’ intervento?</h3>
<ul>
<li>Rimozione della testa e di parte del corpo dello pterigio</li>
<li>Accurata ed estesa rimozione del tessuto fibrovascolare</li>
<li>Prelievo della congiuntiva superotemporale e sutura del graft congiuntivale nella zona di sclera esposta.</li>
</ul>
<h3>Quanto dura l’intervento?</h3>
<p>Mediamente, da 30 a 45 minuti.</p>
<h3>Che tipo di anestesia?</h3>
<p>Regionale, con l&#8217;iniezione perioculare nella regione orbitaria di un anestetico.</p>
<h3>Quale è la degenza?</h3>
<p>L’intervento si svolge solitamente in regime ambulatoriale , dunque, non richiede degenza.</p>
<h3>Quali esami preoperatori sono necessari?</h3>
<ul>
<li>Valutazione oculistica</li>
<li>Esami di laboratorio di routine</li>
<li>Elettrocardiogramma</li>
<li>Visita anestesiologica nei casi in cui vi sia una cardiopatia o altre malattie debilitanti</li>
</ul>
<h3>Come comportarsi dopo l’intervento?</h3>
<p>Si tratta di una condizione non invalidante, per cui:</p>
<ul>
<li>Fare le stesse cose che si facevano prima dell&#8217;intervento</li>
<li>Non stare in casa tutto il giorno nè a letto o con gli occhi sempre chiusi</li>
<li>Non necessitano terapie farmacologiche impegnative</li>
<li>Utilizzare colliri steroidei ed antibiotici 4 volte al dì per 20 giorni</li>
<li>Eseguire la profilassi antibiotica per 3 giorni</li>
<li>Porre molta attenzione alla regolarità delle medicazioni che vanno effettuate solo dopo un&#8217;accurata igiene delle mani</li>
<li>Evitare assolutamente di toccare o di comprimere l’occhio</li>
<li>Evitare il contatto con sostanze irritanti, ad es. shampoo</li>
<li>Utilizzare un occhiale da sole protettivo durante il giorno o un cappellino con tesa</li>
<li>Non compiere sforzi particolari</li>
<li>Contattare immediatamente il proprio oculistaIn in caso di forte dolore o per qualsiasi dubbio</li>
<li>Eseguire le visite oculistiche di controllo secondo consiglio medico</li>
</ul>
<h3></h3>
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			</item>
		<item>
		<title>Ptosi palpebrale (palpebre cadenti)</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/ptosi-palpebrale-palpebre-cadenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 08:13:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sintomi della ptosi palpebrale Cause della ptosi palpebrale Ptosi palpebrale nei bambini Fattori di rischio e malattie associate Diagnosi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>Sintomi della ptosi palpebrale</li>
<li>Cause della ptosi palpebrale</li>
<li>Ptosi palpebrale nei bambini</li>
<li>Fattori di rischio e malattie associate</li>
<li>Diagnosi di ptosi palpebrale</li>
<li>Trattamento della ptosi palpebrale</li>
</ul>
<p>La ptosi palpebrale consiste in un abbassamento completo o parziale delle palpebre superiori o inferiori. La condizione può essere presente sin dalla nascita (<strong>ptosi palpebrale congenita</strong>) o verificarsi nel corso della vita (<strong>ptosi palpebrale acquisita</strong>).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="imgleft" src="http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/img/prosi-palpebrale.jpg" alt="Ptosi Palpebrale" width="288" height="261" />Le palpebre cadenti possono essere determinate da una varietà di condizioni. Oltre all&#8217;invecchiamento, la causa più comune consiste nello sviluppo improprio del muscolo elevatore, responsabile del sollevamento della palpebra superiore. Se la condizione è abbastanza grave, la palpebra cadente può causare altri disturbi, come l&#8217;ambliopia (per occlusione); per questo motivo, è importante rivolgere una particolare attenzione al trattamento durante la prima infanzia, prima che la ptosi palpebrale possa interferire con lo sviluppo della vista. Negli adulti, la condizione può verificarsi come complicanza di altre malattie che determinano indebolimento o paralisi del muscolo elevatore o della sua innervazione, a causa di traumi, malattie neurologiche e muscolari o, più raramente, tumori della cavità oculare.</p>
<p>La correzione chirurgica può rappresentare un trattamento efficace per la ptosi palpebrale, utile per migliorare la visione e l&#8217;aspetto estetico.</p>
<p><strong>Nota</strong>. Quando la ptosi interessa la palpebra superiore, si parla di <strong>blefaroptosi</strong>.</p>
<h2>Sintomi della ptosi palpebrale</h2>
<p>Il segno più evidente della ptosi è l&#8217;abbassamento di una od entrambe le palpebre. L&#8217;aspetto di una palpebra cadente può rimanere stabile nel tempo, svilupparsi gradualmente nel corso di decenni (ptosi progressiva) o seguire un andamento intermittente. La ptosi palpebrale può essere appena percettibile o coprire completamente la pupilla, l&#8217;iride e altre parti dell&#8217;occhio. In alcuni casi, la blefaroptosi può limitare e persino impedire la normale visione. Quando la condizione è unilaterale, può essere facile evidenziare una differenza confrontando le due palpebre, mentre la ptosi può essere difficile da identificare quando interessa entrambi i lati del volto o in presenza di un disturbo minimo.<br />
A volte, una palpebra cadente rappresenta un problema isolato che cambia l&#8217;aspetto di una persona senza comprometterne la visione o la salute. In altri casi, può essere un segnale di avvertimento per un disturbo più grave, che interessa muscoli, nervi, occhi o cervello. La ptosi palpebrale che insorge in un periodo di giorni o di ore può essere un segno di un grave problema medico.<br />
Altri sintomi comprendono:</p>
<ul>
<li>Difficoltà nel chiudere o aprire gli occhi;</li>
<li>Lieve cedimento o grave lassità della pelle sopra o intorno alla palpebra;</li>
<li>Stanchezza e dolori intorno agli occhi, soprattutto nel corso della giornata;</li>
<li>Cambiamento dell&#8217;aspetto del viso.</li>
</ul>
<p>La ptosi può essere associata a strabismo o ad un altro disturbo che colpisce la posizione degli occhi o il loro movimento. Spesso, i bambini affetti da ptosi palpebrale inclinano la testa all&#8217;indietro o sollevano le sopracciglia nel tentativo di vedere meglio. Questo comportamento, nel tempo, può portare a mal di testa (per iperattività del muscolo frontale) e a &#8220;torcicollo oculare&#8221;, che può causare, a sua volta, problemi al collo e/o ritardo nello sviluppo.</p>
<p>L&#8217;ambliopia (generica debolezza della vista non dovuta ad una malattia conclamata del globo oculare) può derivare direttamente dall&#8217;oscuramento della visione o indirettamente dallo sviluppo di errori di rifrazione, come l&#8217;astigmatismo. Lo sviluppo di ambliopia rappresenta un&#8217;indicazione per la correzione chirurgica immediata della ptosi palpebrale.</p>
<h2>Cause della ptosi palpebrale</h2>
<p>La condizione può colpire persone di tutte le età: può essere presente nei bambini così come negli adulti.</p>
<p>Le cause delle palpebre cadenti sono diverse.<br />
La <strong>ptosi congenita</strong> in una o entrambe le palpebre è presente sin dalla nascita. Di solito, la condizione è dovuta allo scarso sviluppo dei muscoli che sollevano o chiudono la palpebra (muscolo elevatore, orbicolare dell&#8217;occhio e tarsale superiore). Alcuni casi di blefaroptosi congenita possono derivare da difetti genetici o cromosomici o da disfunzioni neurologiche. La ptosi in età pediatrica richiede un esame dettagliato delle palpebre e il trattamento, in genere, dipende dalla funzionalità dei muscoli palpebrali.</p>
<p>Anche se di solito è un problema isolato, un bambino nato con una o due palpebre cadenti può presentare anomalie dei movimenti oculari, malattie muscolari, tumori, disturbi neurologici o errori di rifrazione. La ptosi congenita, di solito, non migliora con il tempo.<br />
La maggior parte delle <strong>ptosi palpebrali acquisite</strong> insorge con l&#8217;invecchiamento, poiché i muscoli delle palpebre s&#8217;indeboliscono. Negli adulti, la causa più comune di ptosi è la separazione o lo stiramento del tendine del muscolo elevatore.</p>
<p>Talvolta, la ptosi palpebrale può essere conseguente a lesioni o ad effetti collaterali della chirurgia oculare correttiva (esempio: <a title="Chirurgia della Cataratta" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-della-cataratta/">chirurgia della cataratta).</a> La ptosi palpebrale può insorgere nel corso della vita anche nel caso in cui i muscoli normalmente deputati al movimento della palpebra siano colpiti da infortuni o malattie come tumori oculari, disturbi neurologici o malattie sistemiche, come il diabete. L&#8217;assunzione di dosi elevate di farmaci oppioidi (morfina, ossicodone o idrocodone) può causare ptosi palpebrale. Inoltre, la condizione costituisce un effetto collaterale comunemente riscontrato nell&#8217;abuso di droghe, come la diacetilmorfina (eroina).<br />
A seconda della causa, la ptosi palpebrale può essere classificata come:</p>
<ul>
<li><strong>Ptosi miogena</strong> (o miogenica): è dovuta ad un indebolimento del muscolo elevatore, orbicolare dell&#8217;occhio e del muscolo tarsale superiore. La ptosi miogenica è comune nei pazienti affetti da miastenia gravis o da distrofia miotonica.</li>
<li><strong>Ptosi neurogena</strong>: è causata dal coinvolgimento dei nervi che controllano il muscolo elevatore che solleva la palpebra. Alcuni esempi comprendono la paralisi del nervo oculomotore e la sindrome di Horner.</li>
<li><strong>Ptosi aponeurotica</strong>: si riferisce all&#8217;effetto involutivo (per cambiamenti anatomici legati all&#8217;età) o all&#8217;indebolimento delle connessioni muscolari della palpebra a causa di un esito post-operatorio.</li>
<li><strong>Ptosi meccanica</strong>: può essere conseguente ad una condizione in cui l&#8217;appesantimento della palpebra ne impedisce il corretto movimento. La ptosi meccanica può derivare dalla presenza di una massa, come un neurofibroma, un emangioma od una cicatrizzazionesecondaria ad infiammazione o chirurgia. Altre condizioni alla base della ptosi meccanica possono includere edema, infezioni e tumori della palpebra.</li>
<li><strong>Ptosi traumatica</strong>: può rappresentare l&#8217;esito di una lacerazione della palpebra con recisione dell&#8217;elevatore della palpebra superiore o interruzione del percorso neurale.</li>
<li><strong>Ptosi neurotossica</strong>: è un classico sintomo di avvelenamento, solitamente accompagnato a diplopia, disfagia e/o progressiva paralisi muscolare, insufficienza respiratoria ed eventuale soffocamento. Si tratta, quindi, di un&#8217;emergenza medica, che richiede un trattamento immediato.</li>
</ul>
<h2>Ptosi palpebrale nei bambini</h2>
<p>Il problema più grave associato alla ptosi palpebrale nei bambini è l&#8217;<strong>ambliopia</strong> (occhio pigro), che consiste nella scarsa visione in un occhio dovuta ad un mancato sviluppo del normale sistema visivo durante la prima infanzia. Come conseguenza, il disturbo tende ad indurre la costante sfocatura delle immagini visive, provocando astigmatismo o altri errori di rifrazione. Se la ptosi palpebrale non viene corretta, può verificarsi una significativa perdita della vista.</p>
<p>La ptosi può anche nascondere un disallineamento dell&#8217;asse visivo (<strong>strabismo</strong>), che, a sua volta, può causare ambliopia.</p>
<p>La contrazione del muscolo frontale per contribuire a elevare la palpebra è un meccanismo di compensazione molto comune, riscontrabile nei bambini affetti da ptosi palpebrale. I casi lievi, di solito, vengono regolarmente osservati per monitorare l&#8217;insorgenza di eventuali problemi visivi. Per i bambini che nascono con una ptosi moderata-grave, invece, il trattamento precoce riduce il rischio di un danno permanente della vista. La chirurgia può essere indicata anche durante gli anni prescolari nei casi in cui la maturazione del viso non migliori sufficientemente la ptosi palpebrale.</p>
<h2>Fattori di rischio e malattie associate</h2>
<p>Un&#8217;ampia varietà di fattori e malattie può aumentare il rischio di sviluppare ptosi palpebrale:</p>
<ul>
<li>Invecchiamento (ptosi senile o legata all&#8217;età);</li>
<li>Predisposizione genetica;</li>
<li>Diabete;</li>
<li>Sindrome di Horner;</li>
<li>Miastenia gravis;</li>
<li>Ictus;</li>
<li>Trauma alla nascita;</li>
<li>Tumore al cervello o altre neoplasie che possono influenzare le reazioni nervose o muscolari;</li>
<li>Paralisi o lesione del 3° nervo cranico (nervo oculomotore);</li>
<li>Traumi alla testa o alle palpebre;</li>
<li>Paralisi di Bell (compressione/danneggiamento del nervo facciale);</li>
<li>Distrofia muscolare.</li>
</ul>
<h2>Diagnosi di ptosi palpebrale</h2>
<p>L&#8217;oculista può diagnosticare la ptosi esaminando con particolare attenzione le palpebre, mediante palpazione delle stesse e dell&#8217;orbita oculare.<br />
Prima di procedere con la valutazione dell&#8217;acuità visiva ed utilizzare colliri topici, vengono effettuate in modo preciso le seguenti misurazioni:</p>
<ul>
<li>Fessura palpebrale: distanza tra la parte superiore e la palpebra inferiore in allineamento verticale con il centro della pupilla;</li>
<li>Distanza marginale riflessa 1 (MRD-1): distanza tra il centro del riflesso pupillare alla luce e il margine palpebrale superiore;</li>
<li>MRD-2: distanza tra il centro del riflesso pupillare alla luce e il margine palpebrale inferiore;</li>
<li>Funzione del muscolo elevatore;</li>
<li>Distanza della piega cutanea dal margine palpebrale superiore (MFD).</li>
</ul>
<p>Altre caratteristiche che possono aiutare a determinare la causa della ptosi palpebrale sono:</p>
<ul>
<li>Altezza delle palpebre;</li>
<li>Forza del muscolo elevatore;</li>
<li>Movimenti dell&#8217;occhio;</li>
<li>Anomalie nella produzione di lacrime;</li>
<li>Lagoftalmo (incompleta chiusura della rima palpebrale, sopra il bulbo oculare);</li>
<li>Retrazione palpebrale, per escludere l&#8217;orbitopatia tiroidea;</li>
<li>Presenza/assenza di visione doppia, stanchezza o debolezza muscolare, difficoltà a parlare o deglutire, mal di testa, formicolio o intorpidimento in qualsiasi parte del corpo.</li>
</ul>
<p>Durante l&#8217;esame, il medico è in grado di distinguere se le palpebre cadenti sono causate da ptosi o da una condizione simile, la dermatocalasi. Quest&#8217;ultima è un eccesso di pelle nella parte superiore o inferiore della palpebra dovuta alla perdita di elasticità del tessuto connettivo.<br />
Ulteriori specifiche indagini sono condotte per determinare la causa della ptosi acquisita e pianificare il miglior trattamento. Ad esempio, se il paziente presenta segni di un problema neurologico o se l&#8217;esame degli occhi evidenzia una massa (o gonfiore) all&#8217;interno della cavità oculare, potrebbe essere necessaria una tomografia computerizzata (TC) o una risonanza magnetica (MRI).</p>
<h2>Trattamento della ptosi palpebrale</h2>
<p>Il trattamento specifico è diretto alla causa sottostante.</p>
<ul>
<li>L&#8217;osservazione medica è generalmente sufficiente nei casi lievi di ptosi congenita non accompagnati da ambliopia, strabismo od alterata postura della testa.</li>
<li>Se i sintomi di ptosi sono lievi, l&#8217;intervento medico potrebbe non essere necessario e il trattamento limitarsi ad esercizi oculari per rafforzare i muscoli deboli e correggere il problema. In alternativa, possono essere utilizzate soluzioni non chirurgiche, come l&#8217;uso di occhiali &#8220;stampella&#8221; o speciali lenti a contatto sclerali per sostenere la palpebra.</li>
<li>Quando la blefaroptosi rappresenta un segno di malattia sistemica, muscolare o neurologica il paziente dev&#8217;essere indirizzato al medico specialista competente per un&#8217;appropriata gestione. L&#8217;unica opzione valida per correggere un grave caso di ptosi palpebrale consiste nella chirurgia. L&#8217;intervento riattacca e rafforza i muscoli elevatori, sollevando le palpebre e migliorando la visione. La correzione chirurgica, inoltre, consente di migliorare l&#8217;aspetto estetico.</li>
</ul>
<p>Se i muscoli elevatori sono estremamente deboli per svolgere il loro lavoro correttamente, il chirurgo può decidere di collegare la palpebra sotto il sopracciglio, in modo da permettere che siano i muscoli della fronte ad assumersi il compito di sollevarla.</p>
<p>Immediatamente dopo l&#8217;intervento, per il paziente può essere difficile chiudere l&#8217;occhio in modo completo, ma questo effetto è solo temporaneo. In genere, lividi e gonfiore persistono per circa 2-3 settimane. In alcuni casi, possono essere prescritti colliri lubrificanti, antibiotici o antidolorifici. La guarigione dovrebbe avvenire entro sei settimane dall&#8217;operazione.</p>
<p>Anche se la chirurgia, di solito, migliora l&#8217;altezza delle palpebre, queste potrebbero non essere ancora perfettamente simmetriche dopo l&#8217;operazione. Talvolta, potrebbero essere necessari più interventi per correggere il problema. Il risultato atteso dipende dalla causa della ptosi, ma nella maggior parte dei casi le prospettive sono buone. La chirurgia è, di solito, in grado di ripristinare l&#8217;aspetto e la funzione oculare in bambini con ptosi congenita e adulti con ptosi legata all&#8217;età. Le complicazioni che possono verificarsi dopo la blefaroplastica comprendono eccessivo sanguinamento, infezione al sito chirurgico, cicatrici e danno ai nervi o ai muscoli facciali. I pazienti affetti da ptosi palpebrale, sottoposti o meno ad un intervento chirurgico, devono essere regolarmente esaminati da un oculista per monitorare l&#8217;ambliopia, i disturbi di rifrazione e le relative condizioni.</p>
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		<title>Entropion</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/entropion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 08:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ENTROPION L’entropion è una patologia delle palpebre e consiste in una rotazione verso l’interno del bordo palpebrale, riguarda in prevalenza [&#8230;]</p>
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<div class="header_three"></div>
<div class="welcome">
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<div class="span6">
<div class="fs10">ENTROPION</div>
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</div>
</div>
<div class="main_content_area">
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<div class="span12">
<p>L’entropion è una patologia delle palpebre e consiste in una rotazione verso l’interno del bordo palpebrale, riguarda in prevalenza la palpebra inferiore. Le ciglia, a causa della lassità dei tessuti, vengono a contatto diretto con il bulbo oculare, e possono, per il normale ammiccamento, rigare la cornea compromettendone le funzionalità nei casi più gravi causarne la formazione di ulcere.<br />
Nell’entropion, a differenza della trichiasi (con la quale per altro può essere combinato), il bordo ciliare è rivolto all’interno, e talora in modo così pronunciato da risultarne occultato.<br />
L’entropion acquisito può essere:</p>
<ul>
<li>spastico</li>
<li>meccanico</li>
<li>senile</li>
<li>cicatriziale</li>
</ul>
<h3>L’entropion spastico</h3>
<p>È di gran lunga più frequente nella palpebra inferiore, si stabilisce tipicamente nel blefarospasmo, in seguito a cheratopatie croniche irritative, tanto nei bambini che negli adulti; può essere favorito dal bendaggio e tende a scomparire con la risoluzione dello spasmo; nei bambini, specie di pochi mesi, l’entropion da ipercinesi del muscolo orbicolare, si risolve assai spesso spontaneamente.</p>
<h3>L’entropion meccanico</h3>
<p>Compare per lo più in occasione di anoftalmo chirurgico (protesi piccola o non applicata), di enoftalmo, di riduzione del grasso orbitario, di grosso calazio e di blefarofimosi.</p>
<h3>L’entropion senile</h3>
<p>È la forma più di entropion, è favorita da vari fattori riuniti insieme: la riduzione del grasso orbitario, la lassità della cute, la coartazione della congiuntiva affetta da processi infiammatori cronici, l’ipotonicità della fascia orbito-tarsale; il tono normale del muscolo orbicolare, in presenza degli elementi suddetti, può condizionare il rivolgimento all’interno della palpebra inferiore: anche qui il bendaggio può agevolarne la comparsa</p>
<h3>L’entropion cicatriziale</h3>
<p>Può verificarsi anche nella palpebra superiore, è causato prevalentemente dai postumi congiuntivali di processi infiammatori (congiuntivite purulenta, membranosa, tracomatosa) e di eventi traumatici (ferite, ustioni, causticazioni).</p>
<h2>Tecnica chirurgica</h2>
<p>La tecnica chirurgica consiste nell’incisione della cute 2-3 mm sotto le ciglia per tutta la lunghezza della palpebra. Si esegue un assottigliamento del muscolo orbicolare e della cute, se quest’ultima è in eccesso. Il muscolo orbicolare ipertrofico (cioé ispessito) della palpebra inferiore è spesso la causa principale della eversione verso l’interno della palpebra stessa. Talvolta per stabilizzarla si procede ad un agganciamento verso la parte più interna agganciandola, con suture non riassorbibili, al periostio dell’osso più periferico (osso zigomatico): quest’ultima procedura prende il nome di cantopessia laterale . I punti esterni cutanei vengono dati staccati e tolti dopo 7/8 giorni. L’anestesia è prevalentemente locale e la durata dell’intervento è di un’ ora circa.</p>
<h3>Alcuni casi trattati prima | dopo</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4959" src="http://www.chirurgialaser.net/wp-content/uploads/2013/12/entropion1.jpg" alt="entropion1" width="896" height="143" /></div>
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		<title>Calazio</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/calazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 08:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos&#8217;è E&#8217; un&#8217;infiammazione granulomatosa da corpo estraneo che circoscrive una ghiandola di Meibomio (localizzata nella palpebra) ed è causata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Che cos&#8217;è</h2>
<p style="text-align: justify">E&#8217; un&#8217;infiammazione granulomatosa da corpo estraneo che circoscrive una ghiandola di Meibomio (localizzata nella palpebra) ed è causata dall&#8217;occlusione del dotto di quest&#8217;ultima. Nella maggior parte dei casi, questa occlusione è determinata dall&#8217;infiammazione della ghiandola stessa e del tessuto circostante.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo alcuni giorni, l&#8217;infiammazione si risolve e compare, nella palpebra, una massa tondeggiante, indolore, che lentamente aumenta di volume. La cute sovrastante il nodulo si muove liberamente ed appare come una massa rossa o grigia.</p>
<p style="text-align: justify">Il sintomo tipico del calazio è un dolore sordo alla palpebra associato a una sensazione di pressione. Con il progredire del tempo, il nodulo può acquisire una consistenza dura.</p>
<h2>Trattamento</h2>
<p style="text-align: justify">Nella maggior parte dei casi il calazio scompare spontaneamente dopo pochi mesi. L&#8217;applicazione di impacchi caldi per 10-15 min 3 o 4 volte al giorno può affrettare la guarigione.</p>
<p>Nei casi di persistenza della manifestazione senza alcun segno di regressione, possono rendersi necessari l&#8217;incisione e il curettage o l&#8217;iniezione di corticosteroidi dentro al calazio.</p>
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		<title>Patologia dell’Interfaccia Vitreo-Retinica</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/patologia-dellinterfaccia-vitreo-retinica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 16:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le patologie dell&#8217;interfaccia vitreo-retinica sono un gruppo di alterazioni fisiche dell&#8217;occhio che possono danneggiare gravemente la vista. L&#8217;invecchiamento dell&#8217;occhio e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>patologie dell&#8217;interfaccia vitreo-retinica</strong> sono un <strong>gruppo di alterazioni fisiche dell&#8217;occhio che possono danneggiare gravemente la vista</strong>. L&#8217;invecchiamento dell&#8217;occhio e dei suoi tessuti, principalmente della retina, possono, infatti, provocare un il <strong>distacco del vitro</strong> posteriore (DVP). Questo si verifica quando la retina si distacca dalla membrana che avvolge il corpo vitreo, la ialoide posteriore, che tiene uniti vitreo e macula.</p>
<h2>Cos&#8217;è la patologia dell&#8217;interfaccia vitreo-retinica?</h2>
<p>Il <strong>distacco del vitreo</strong> posteriore può essere incompleto oppure accompagnato da aderenze anomale che procurano seri danni alla vista. Questo gruppo di patologie si può suddividere in:</p>
<ul>
<li><strong><a title="Foro Maculare e la Sindrome da trazione Vitreo-Maculare" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/foro-maculare-e-la-sindrome-da-trazione-vitreo-maculare/">Foro Maculare e la Sindrome da trazione Vitreo-Maculare</a></strong>, che si verifica con la rottura della retina nella regione foveale</li>
<li><strong><a title="Membrana Epiretinica" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/membrana-epiretinica/">Membrana epiretinica</a></strong>, chiamata anche Pucker Maculare, che si verifica quando si forma uno strato di cellule in grado di provocare una trazione a danno della retina</li>
</ul>
<h2>Quali sono le cause della patologia dell&#8217;interfaccia vitreo-retinica?</h2>
<p><strong>Formazioni di cicatrici e cisti</strong>, l&#8217;<strong>accumulo di &#8220;film&#8221; di cellule e di liquidi</strong>, possono provocare il distacco della retina.<br />
Le cause più comuni del distacco della retina sono:</p>
<ul>
<li>L&#8217;invecchiamento dell&#8217;occhio</li>
<li>L&#8217;accumulo di liquidi al di sotto della retina</li>
<li>Traumi</li>
<li>Diabete</li>
<li>Malattie infiammatorie</li>
</ul>
<h2>Quali sono i sintomi della patologia dell&#8217;interfaccia vitreo-retinica?</h2>
<p>Sintomi principali delle patologie dell&#8217;interfaccia vitreo-retinica sono:</p>
<ul>
<li>Alterazione della messa a fuoco (<strong>metamorfopsia</strong>)</li>
<li>Comparsa di una macchia centrale (<strong>scotoma</strong>), simile a un&#8217;ombra o a una tenda, in una zona del campo visivo a cui consegue una riduzione della vista con diversi gradi di intensità</li>
</ul>
<p>[blog layout=&#8221;normal&#8221; column=&#8221;2&#8243; count=&#8221;3&#8243; show_content=&#8221;&#8221; nopaging=&#8221;1&#8243; cat=&#8221;&#8221; posts=&#8221;&#8221;]</p>
<p>[/blog]</p>
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		<title>Degenerazione maculare senile (DMS)</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/degenerazione-maculare-senile-dms/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 15:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sintesi La degenerazione maculare senile è una malattia legata all&#8217;invecchiamento che colpisce la macula, ossia la porzione più centrale della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/degenerazione-maculare-senile-dms/">Degenerazione maculare senile (DMS)</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Sintesi</strong></h2>
<p>La degenerazione maculare senile è una <strong>malattia legata all&#8217;invecchiamento che colpisce la macula</strong>, ossia la porzione più centrale della retina. È la principale causa di perdita grave della visione centrale dopo i 55 anni. Si differenzia in una forma non essudativa o &#8220;secca&#8221; e in una forma essudativa o &#8220;umida&#8221;.</p>
<h2>Cos&#8217;è la degenerazione maculare senile?</h2>
<p>Nella <strong>degenerazione maculare senile &#8220;secca&#8221;</strong>compaiono lesioni caratteristiche denominate drusen. Si tratta di accumuli di scorie cellulari che possono riassorbirsi o calcificare.<br />
Nella <strong>degenerazione maculare &#8220;umida&#8221;</strong> oltre alle lesioni, si presenta la formazione anomala di nuovi vasi sotto la retina (membrana neovascolare sottoretinica) responsabili dell&#8217;evoluzione essudativa della degenerazione maculare.<br />
<strong>Fattori di rischio</strong> sono l&#8217;età, la familiarità, il sesso femminile, la razza caucasica e il fumo, l&#8217;ipertensione arteriosa, l&#8217;eccessiva esposizione alla luce durante la vita, l&#8217;obesità ed una dieta ricca di grassi e colesterolo.</p>
<h2>Quali sono le cause della degenerazione maculare senile?</h2>
<p>Al processo degenerativo maculare concorrono la sclerosi dei vasi localizzati sotto la retina (coroide), l&#8217;accumulo di lipidi e le alterazioni del metabolismo dell&#8217;epitelio pigmentato retinico (strato di cellule sottoretinico). In queste condizioni il fisiologico metabolismo della retina è impedito.</p>
<h2>Quali sono i sintomi della degenerazione maculare senile?</h2>
<p>Nelle fasi iniziali la malattia può non dare sintomi, soprattutto se a essere interessato è solo un occhio. Si può notare una<strong>riduzione della visione centrale</strong>, uno <strong>sfuocamento delle parole nella lettura</strong>, un&#8217;area scura al centro del campo visivo (<strong>scotoma</strong>) e una distorsione delle linee dritte (<strong>metamorfopsie</strong>). La distorsione delle immagini è un sintomo frequente all&#8217;insorgere della degenerazione maculare essudativa e deve indurre ad una visita oculistica urgente.<br />
Nella forma &#8220;secca&#8221; agli accumuli di scorie possono seguire alterazioni atrofiche della retina, cioè perdita di parte del tessuto retinico con conseguente calo della vista.<br />
Nella forma &#8220;umida&#8221;, i vasi anomali sono la causa dell&#8217;essudazione sierosa e delle emorragie che si raccolgono sotto la retina. La funzione visiva centrale ne risulta gravemente compromessa.</p>
<h2><strong>Diagnosi</strong></h2>
<p>La diagnosi di DMS si effettua mediante visita oculistica con esame del fondo oculare e con il supporto di esami strumentati quali:</p>
<ul>
<li><strong>OCT (tomografia ottica a luce coerente)</strong>, esame non invasivo.</li>
<li><strong>Angiografia retinica (fluorangiografia)</strong> e coroideale (angiografia con verde di indocianina).</li>
</ul>
<h2><strong>Trattamenti</strong></h2>
<p>L&#8217;integrazione alimentare con antiossidanti quali zinco, vitamina C, vitamina E e betacarotene ha un&#8217;azione protettiva sulla retina. Ai pazienti affetti da degenerazione maculare senile non essudativa o &#8220;secca&#8221; si prescrivono integratori alimentari per ridurre il rischio che la patologia evolva in forma essudativa o &#8220;umida&#8221;.</p>
<p>In caso di degenerazione maculare essudativa il trattamento più diffuso si avvale invece di<strong> iniezioni intravitreali di farmaci</strong> che contrastano la formazione di nuovi vasi (anti-VEGF e VEGF-Trap). L&#8217;iniezione del farmaco nell&#8217;occhio per quanto invasiva è meno dolorosa di un intramuscolo, si esegue in ambiente sterile e in anestesia locale con i soli colliri anestetici.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervento Laser per Correzione Difetti Refrattivi</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/intervento-laser-per-correzione-difetti-refrattivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri è una tecnica chirurgica sicura ed efficace grazie alla quale si possono correggere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/intervento-laser-per-correzione-difetti-refrattivi/">Intervento Laser per Correzione Difetti Refrattivi</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri</strong> è una tecnica chirurgica sicura ed efficace grazie alla quale si possono <strong>correggere i difetti di vista</strong> (<a title="Miopia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/miopia/"><strong>miopia</strong></a>, <a title="Astigmatismo" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/astigmatismo/"><strong>astigmatismo</strong></a>, <a title="Ipermetropia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/ipermetropia/"><strong>ipermetropia</strong></a>) applicando il trattamento sulla superficie corneale. La capacità del laser di rimuovere parti microscopiche con estrema precisione viene sfruttata per &#8220;rimodellare&#8221; la curvatura corneale. Così facendo è possibile <strong>eliminare o ridurre difetti comuni della vista come miopia, ipermetropia e astigmatismo</strong> eliminando la necessità di indossare a vita <strong>occhiali</strong> e <strong>lenti a contatto</strong>.<br />
Il <strong>laser ad eccimeri</strong> può correggere i difetti visivi mediante la vaporizzazione a freddo del tessuto corneale in modo mirato. Questo può avvenire in superficie con diverse metodiche che si differenziano l&#8217;una dall&#8217;altra solo per la preparazione preliminare all&#8217;azione del laser: <strong>PRK</strong>, <strong>LASEK</strong>, <strong>epiLASIK</strong>, <strong>ASA</strong>. O in profondità dopo avere tagliato e sollevato uno strato superficiale di cornea. L&#8217;applicazione del <strong>laser a eccimeri</strong> che segue è identica per i due trattamenti.<br />
Il fronte avanzato di questa chirurgia sono i <strong>trattamenti customizzati</strong>, cioè un rimodellamento della cornea mediante <strong>laser ad eccimeri</strong> che <strong>tiene conto delle caratteristiche individuali</strong> e spesso consente una visione migliore rispetto ai trattamenti standardizzati.</p>
<h2><strong>Che cos&#8217;è la chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?</strong></h2>
<p>Il <strong>laser a eccimeri</strong> permette di <strong>rimuovere parti microscopiche del tessuto della cornea</strong>, modificando la forma della zona più importante per la messa a fuoco (zona ottica) e migliorando anche il profilo della cornea periferica circostante. Grazie all&#8217;energia creata dal laser si produce una &#8220;evaporazione&#8221; del tessuto bersaglio senza danneggiare i tessuti circostanti. Il tessuto viene asportato con una <strong>precisione straordinaria</strong>, impossibile per la mano umana, nell&#8217;ordine di micron (millesimo di millimetro) per ogni colpo emesso e con una riproducibilità non raggiungibile a tutt&#8217;oggi da nessun altro mezzo.</p>
<h2><strong>Come funziona la chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?</strong></h2>
<p>Il <strong>giorno dell&#8217;intervento</strong> il medico specializzato eseguirà un <strong>controllo</strong><strong>del vostro stato di salute</strong> ed eseguirà un<strong> ulteriore controllo di sicurezza dei dati clinici</strong> della vostra cartella clinica. Questi controlli fanno parte della filosofia del Centro Chirurgico San Paolo che tutela la vostra sicurezza verificando più volte, mediante &#8220;check list&#8221; dedicate, i vostri dati clinici. Una volta finiti gli accertamenti il nostro personale infermieristico dedicato si prenderà cura di somministravi le terapie indicate dal vostro chirurgo e di fare la preparazione all&#8217;intervento.<br />
I pazienti possono <strong>mangiare e bere normalmente</strong> prima del trattamento.<br />
E&#8217; importante essere <strong>ben struccate</strong> e <strong>non profumate</strong> (i vapori di alcool infatti possono interferire con il raggio laser); evitare i profumi e dopobarba alcolici.<br />
E&#8217; senz&#8217;altro consigliabile <strong>presentarsi con un accompagnatore</strong>, in considerazione del fatto che dopo il trattamento non è consigliabile la guida; la lacrimazione unita all&#8217;insofferenza alla luce la renderebbe pericolosa.<br />
È inoltre importante riportare tutti gli <strong>esami preliminari</strong> eseguiti in precedenza.<br />
Normalmente l&#8217;intervento viene eseguito per <strong>entrambi gli occhi nella stessa seduta operatoria</strong>. In casi particolari il chirurgo può decidere di eseguire gli interventi separatamente in due sedute diverse.<br />
Tutte le tecniche vengono abitualmente eseguite in <strong>ambulatorio</strong>, con anestesia topica (gocce).<br />
È importante <strong>sospendere l&#8217;utilizzo delle lenti a contatto per almeno 15 giorni </strong>prima della visita in modo di presentare le caratteristiche oculari nel modo più inalterato possibile.<br />
Prima dell&#8217;intervento è preferibile sospendere le lenti a contatto per almeno 3-4 giorni</p>
<h2><strong>Quali sono i vantaggi della chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?</strong></h2>
<p>Dopo oltre 20 anni di esperienza l&#8217;incidenza di complicanze legate all&#8217;intervento è estremamente bassa. La<strong>chirurgia refrattiva</strong> è un trattamento e<strong>stremamente preciso</strong> e oggi può essere considerata una tecnica<strong>efficace e sicura</strong>, perché l&#8217;intervento elimina o riduce marcatamente i difetti di vista nella maggior parte dei pazienti.<br />
Questi risultati si ottengono se gli interventi sono eseguiti da chirurghi ben preparati ed in centri altamente specializzati. È fondamentale che l&#8217;équipe sia formata da professionisti esperti, che eseguano un&#8217;approfondita valutazione e selezione del paziente e sappiano escludere i pazienti non idonei all&#8217;intervento, selezionando solo i casi in qui si può attendere un buon risultato.<br />
Va rilevato, anche, che ogni atto di <strong>chirurgia refrattiva</strong>, quale che sia la tecnica adoperata, si rivolge alla<strong>risoluzione dei soli difetti di refrazione</strong>, ma non modifica quelle patologie che possono essere associate al difetto di vista. Ad esempio, un miope con alterazioni retiniche che compromettono parte della sua funzionalità visiva non può sperare di vedere risolto questo problema da un intervento chirurgico a scopo refrattivo né l&#8217;intervento può costituire un trattamento preventivo per eventuali, possibili, successive complicanze retiniche.</p>
<h2><strong>CHIRURGIA PERSONALIZZATA</strong></h2>
<p>Tutti gli occhi presentano delle aberrazioni ottiche o imperfezioni. Alcune, come la <a title="Miopia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/miopia/"><strong>miopia</strong></a>, l&#8217;<a title="Astigmatismo" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/astigmatismo/"><strong>astigmatismo</strong></a>, l&#8217;<a title="Ipermetropia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/ipermetropia/"><strong>ipermetropia</strong></a> possono essere corrette con le lenti. Queste vengono chiamate aberrazioni ottiche di basso ordine.<br />
Ci sono altre aberrazioni ottiche però, chiamate <strong>aberrazioni di alto ordine</strong>, che non riescono ad essere corrette con le normali lenti correttive e sono causa di imperfezioni dell&#8217;immagine retinica. Le aberrazioni ottiche vengono misurate con uno strumento chiamato aberrometro.<br />
Fino a poco tempo fa, gli interventi di <strong>chirurgia refrattiva</strong> standard trattavano solo le aberrazioni ottiche di basso ordine, non tenendo conto delle altre imperfezioni dell&#8217;occhio. Trattavano nello stesso modo tutti gli occhi affetti da una certa quantità di diottrie, non tenendo conto però del fatto che due occhi affetti dalle stesse diottrie, per esempio di <strong>miopia</strong>, possono presentare due forme completamente diverse a causa delle aberrazioni ottiche di alto ordine. Di conseguenza la qualità dell&#8217;immagine retinica ottenuta con il trattamento standard sarebbe sempre molto buona ma potrebbe essere migliorata.</p>
<p>Oggi, con la <strong>chirurgia refrattiva &#8220;customizzata&#8221;</strong> possiamo tener conto di queste imperfezioni ottiche e valutare come trattarle rimodellando la cornea con il laser <strong>in maniera personalizzata</strong>, <strong>su misura</strong>, <strong>per ogni paziente</strong>. La parola &#8220;customizzata&#8221; deriva infatti dal termine inglese <em>custom</em>, che significa proiettato o realizzato su misura.<br />
Trattando le aberrazioni ottiche non solo di basso ordine, ma riducendo anche la presenza di quelle di alto ordine, otteniamo un ulteriore <strong>miglioramento della qualità dell&#8217;immagine retinica</strong> ottenuta dopo l&#8217;intervento. Il modo più corretto di cutomizzare un intervento con <strong>laser ad eccimeri</strong> è tramite la <strong>chirurgia refrattiva di superficie trans epiteliale</strong>, perché applica la personalizzazione dell&#8217;intervento proprio sulla superficie che è stata misurata con l&#8217;aberrometro.</p>
<p>La sezione di <strong>chirurgia refrattiva</strong> del Centro Chirurgico San Paolo possiede un <strong>laser ad eccimeri</strong> di ultima generazione riconosciuto come uno degli strumenti chirurgici più all&#8217;avanguardia presenti attualmente sul mercato mondiale.<br />
La <strong>chirurgia refrattiva</strong> oggi e&#8217; considerata una tecnica efficace e sicura. <strong>Efficace</strong>, perche l&#8217;intervento elimina o riduce marcatamente i difetti di vista nella maggior parte dei pazienti; oggi il trattamento risulta estremamente preciso. <strong>Sicura</strong>, perche dopo oltre 20 anni di esperienza oggi l&#8217;incidenza di complicanze legate all&#8217;intervento è estremamente bassa.<br />
Questi requisiti si ottengono se gli interventi sono eseguiti da chirurghi ben preparati ed in centri altamente specializzati. E&#8217; fondamentale che l&#8217;equipe incaricato, che deve essere formato di professionisti esperti, indirizzi i propri sforzi all&#8217;approfondita valutazione e selezione del paziente, alla ricerca scientifica per il miglioramento costante e allo studio ed utilizzo delle tecniche chirurgiche più aggiornate.<br />
La Sezione di <strong>Chirurgia Refrattiva</strong> del Centro Chirurgico San Paolo corrisponde a tutti questi requisiti. Tale sezione è inoltre punto di riferimento per la <strong>chirurgia refrattiva</strong> internazionale.</p>
<h2><strong>TECNICHE</strong></h2>
<p>Il <strong>laser ad eccimeri</strong> può correggere i difetti visivi mediante la <strong>vaporizzazione a freddo del tessuto corneale</strong> in modo mirato. Questo può avvenire <strong>in superficie</strong> con diverse metodiche che si differenziano l&#8217;una dall&#8217;altra solo per la preparazione preliminare all&#8217;azione del laser:</p>
<ul>
<li><strong>PRK</strong>: deriva dall&#8217;inglese Photo Refractive Keratectomy che in italiano significa fotocheratectomia refrattiva. L&#8217;intervento prevede l&#8217;asportazione meccanica di una parte della sottile membrana superficiale della cornea (epitelio) mediante uno strumento smusso e successivamente viene papplicato il <strong>laser ad eccimeri</strong>. Una variante più avanzata di questa tecnica è la PRK trans epiteliale; in questo caso l&#8217;epitelio viene rimosso direttamente mediante il <strong>laser ad eccimeri</strong> permettendo la customizzazione o personalizzazione del intervento già direttamente sulla superficie corneale senza la necessità di eseguire tagli ne altre manovre chirurgiche invasive.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>LASEK</strong>: Laser Epithelial Keratomileusis .La tecnica prevede il sollevamento dell&#8217;epitelio corneale. Tale sollevamento viene ottenuto imbevendo l&#8217;epitelio di una soluzione alcolica. Al termine dell&#8217;intervento l&#8217;epitelio viene riposizionato sullo stroma corneale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>EpiLASIK</strong>: deriva dall&#8217;inglese Laser In Situ Keratomileusis epiteliale. Anche questa tecnica prevede il sollevamento dell&#8217;epitelio corneale, ma a differenza della LASEK il sollevamento viene ottenuto mediante l&#8217;applicazione di uno strumento meccanico specificamente disegnato per sollevare l&#8217;epitelio, detto epicheratomo. Al termine dell&#8217;intervento l&#8217;epitelio viene riposizionato sullo stroma corneale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tecniche chirurgiche intrastromali</strong>: il trattamento con il <strong>laser ad eccimeri</strong> in questo caso non avviene sulla superficie della cornea, ma all&#8217;interno di essa sullo strato intermedio chiamato stroma. Perché ciò sia possibile è necessario praticare, prima del trattamento con il <strong>laser a eccimeri</strong>, un&#8217;incisione a lamella con uno strumento chirurgico. Si solleva il lembo di tessuto corneale così creato (flap), si applica il <strong>laser ad eccimeri</strong> e successivamente si riposiziona il lembo. Si può paragonare questo intervento chirurgico alla apertura di un libro (azione di creazione della lamella corneale, o flap), alla estrazione di alcuni fogli sottostanti alla copertina (azione del laser ad eccimeri), e alla chiusura del libro (riposizionamento della lamella).<br />
In rari casi può rendersi necessario apporre alcuni punti di sutura temporanei.<br />
Talvolta il taglio lamellare può essere ritenuto dal chirurgo qualitativamente non adeguato; in presenza di questa complicanza è ritenuto più opportuno riapporre la lamella e differire l&#8217;intervento di un tempo variabile a giudizio del chirurgo.</li>
</ul>
<p>La stessa metodica può essere effettuata anche in profondità, dopo avere tagliato e sollevato uno strato superficiale di cornea. Questa tecnica intrastromale viene chiamata <strong>LASIK</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>LASIK</strong>: deriva dall&#8217;inglese Laser Intrastromal Keratomileusis, che in taliano significa cheratomilesusi intrastromale. Lo stroma viene tagliato con una &#8220;micro pialla&#8221; chiamata microcheratomo.<br />
Oggi la creazione del flap può essere realizzata con un nuovo tipo di laser, chiamato laser a femtosecondo, che ha migliorato la sicurezza e riproducibilità del intervento riducendo la percentuale di complicanze.</li>
</ul>
<p>I chirurghi della sezione refrattiva del Centro Chirurgico San Paolo sono professionisti aggiornati su tutti i tipi di tecniche, con una notevole esperienza chirurgica, e saranno in grado di &#8220;confezionare&#8221; su misura il tipo d&#8217;intervento più vantaggioso per il suo caso clinico.</p>
<h2><strong>INFO UTILI</strong></h2>
<h2>La chirurgia refrattiva con laser a eccimeri è pericolosa o dolorosa?</h2>
<p>L&#8217;intervento è <strong>indolore</strong>, ma talvolta il paziente riferisce un leggero fastidio dovuto al divaricatore palpebrale. Durante alcune fasi dell&#8217;intervento è possibile che la visione, da parte del paziente, risulti temporaneamente offuscata: questo è un aspetto del tutto normale e non deve preoccupare. La cooperazione del paziente, che deve seguire le indicazioni impartite dal chirurgo sia prima che durante l&#8217;intervento, è indispensabile per il raggiungimento del risultato ottimale.</p>
<h2>Quali pazienti possono effettuare la chirurgia refrattiva con laser a eccimeri?</h2>
<p>La scelta della tecnica non avviene in modo arbitrario ma si basa su un accurato <strong>studio delle caratteristiche dell&#8217;occhio</strong> (diottrie, curvatura e spessore corneale,aberrazioni ottiche) e del paziente. Non tutte le tecniche sono adatte a tutti i pazienti ed esistono casi specifici in cui talune di queste tecniche non sono applicabili. È il caso dei pazienti con ambliopia (occhio pigro) per i quali è improbabile che si possa, dopo l&#8217;intervento, migliorare l&#8217;acuità visiva. In tutti gli altri casi, la selezione dell&#8217;intervento adatto viene svolta in modo personalizzato in modo di ottenere il maggior beneficio con il minor rischio operatorio.<br />
Infine è fondamentale segnalare che <strong>non tutti i pazienti sono operabili</strong> con questo tipo di chirurgia, motivo per il quale è importantissima una corretta selezione del paziente che avviene durante la visita pre operatoria che deve essere il più accurata e completa possibile.</p>
<h2>Sono previste norme di preparazione all&#8217;intervento?</h2>
<p>Prima dell&#8217;intervento si richiede al paziente di <strong>sospendere l&#8217;uso delle lenti a contatto</strong> almeno nei 3-4 giorni prima dell&#8217;intervento è consigliabile non utilizzare cosmetici. Eventuali terapie oftalmologiche e non (pillola anticoncezionale, terapie ormonali) devono essere comunicate e concordate con l&#8217;oculista.</p>
<h2>Cosa succede dopo l&#8217;intervento?</h2>
<p>Al termine della procedura viene prescritta una <strong>terapia a base di colliri e compresse</strong>. Fin dal giorno dell&#8217;intervento il paziente è tenuto a praticare con estremo scrupolo le medicazioni prescritte nelle modalità indicate.<br />
Vengono effettuati <strong>controlli postoperatori</strong> (forse meglio parlare di medicazioni post operatorie) durante i primi <strong>4-5 giorni</strong><strong>successivi</strong> all&#8217;intervento; questi controlli sono assolutamente necessari per valutare l&#8217;andamento dell&#8217;intervento e sono obbligatori. La negligenza nel seguire la terapia postoperatoria e le scadenze dei controlli specialistici può influenzare il risultato finale ed essere causa di complicanze.<br />
Dopo l&#8217;intervento occorre osservare almeno tre giorni di riposo, evitare la lettura, la TV e avendo cura di dormire almeno 10-12 ore per notte, al fine di accelerare il processo di guarigione . È preferibile evitare qualsiasi massaggio o strofinio oculare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/intervento-laser-per-correzione-difetti-refrattivi/">Intervento Laser per Correzione Difetti Refrattivi</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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		<title>Cross-Linking Corneale (CXL)</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/cross-linking-corneale-cxl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cross-Linking Corneale (CXL) si è affermato negli ultimi anni come terapia di elezione del cheratocono, in grado di evitare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Cross-Linking Corneale (CXL) si è affermato negli ultimi anni come terapia di elezione del<a title="Cheratocono" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/cheratocono/"><strong> cheratocono</strong></a>, in grado di evitare nella maggior parte dei casi il <strong>trapianto di cornea</strong>.. Si tratta di un trattamento parachirurgico &#8220;a bassa invasività&#8221;, che consiste in un &#8220;rinforzo&#8221; della cornea ottenuto mediante l&#8217;effetto combinato di vitamina B2 e raggi ultravioletti.</p>
<h2>Che cos&#8217;è il cross-linking corneale (CXL)?</h2>
<p>Il metodo anche noto come &#8220;<strong>fotodinamica corneale</strong>&#8221; è una terapia parachirurgica che ha come obiettivo quello di<strong>aumentare la connessione fra le fibre e la loro resistenza</strong>. Esse compongono la cornea, ed in questo modo contrastare e in buona parte dei casi arrestare l&#8217;evoluzione del <a title="Cheratocono" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/cheratocono/">cheratocono</a>.<br />
Prevede una prima fase di &#8220;impregnazione&#8221; della cornea, mediante istallazione di gocce di collirio a base di riboflavina, la vitamina B2; successivamente si procede alla fase di &#8220;irradiazione&#8221;esponendo il tessuto corneale ad un fascio laser di raggi ultravioletti di tipo A (UVA) a basso dosaggio. Grazie all&#8217;azione combinata della vitamina B2 e dei raggi UVA si ottiene un aumento dei ponti molecolari che conferiscono maggiore resistenza agli strati più interni della cornea, rendendola più rigida e meno soggetta al processo di sfiancamento, caratteristico del <a title="Cheratocono" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/cheratocono/">cheratocono</a>.</p>
<h2>Come funziona il cross-linking corneale (CXL)?</h2>
<p>Esistono <strong>due modalità di trattamento</strong> con e senza rimozione dell&#8217;epitelio. Il medico indica il trattamento idoneo al paziente.<br />
L&#8217;intervento è ambulatoriale ed effettuato in anestesia in gocce. Il paziente dopo l&#8217;intervento può tornare a casa e deve essere accompagnato. Nei 2-3 giorni successivi al trattamento si può presentare una sintomatologia caratterizzata da dolore intenso, sensazione di corpo estraneo, fotofobia. Dopo l&#8217;intervento occorre osservare almeno due giorni di riposo (preferibilmente a letto, in un ambiente poco luminoso).<br />
Nei giorni seguenti è importante evitare la lettura, la TV e gli agenti infastidenti (luce, polvere, ecc), avendo cura di dormire almeno 10-12 ore per notte. La terapia postoperatoria prevede l&#8217;utilizzo di antidolorifici per ridurre tale sintomatologia.<br />
Nei trattamenti senza rimozione dell&#8217;epitelio sintomi sono quasi assenti e il recupero più rapido.</p>
<h2>Quali sono i vantaggi del cross-linking corneale (CXL)?</h2>
<p>Quando ve ne sia indicazione è molto importante intervenire precocemente, poiché il cross-Linking <strong>è in grado arrestare l&#8217;evoluzione del <a title="Cheratocono" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/cheratocono/">cheratocono</a></strong> a partire dal momento in cui viene esso trattato. L&#8217;intervento di UVA Cross-Linking corneale non sfugge alla regola generale, secondo la quale non esiste una chirurgia senza rischi. Trattandosi di un intervento chirurgico a bassa invasività ed a bulbo chiuso, i rischi di grave compromissione funzionale connessi con la chirurgia intraoculare sono esclusi anche se sono possibili complicanze prima, durante e dopo l&#8217;intervento che possono condizionare il recupero funzionale della vista.</p>
<h2>Il cross-linking corneale (CXL) è doloroso o pericoloso?</h2>
<p>Il trattamento <strong>non è doloroso</strong>, dura meno di un&#8217;ora, durante la quale il paziente viene fatto accomodare disteso su di un lettino, avviene in sala operatoria in ambiente sterile. Al termine dell&#8217;intervento viene applicata una lente a contatto. Il rischio di complicazioni, non eliminabile, dipende dalla gravità della patologia oculare pre-operatoria e dalla collaborazione che il paziente presta nell&#8217;eseguire le indicazioni post-operatorie impartite.</p>
<h2>Quali pazienti possono effettuare il cross-linking corneale (CXL)?</h2>
<p>Tutti i pazienti che presentino l&#8217;indicazione al trattamento; anche i bambini, in cui la repentina progressione della malattia, consiglia una estrema precocità nel trattamento.</p>
<h2>Follow up</h2>
<p>E&#8217; essenziale l&#8217;esecuzione di <strong>periodici controlli post-operatori</strong> nei mesi successivi al trattamento, a cadenza quotidiana fino alla rimozione della lente a contatto. Il paziente esegue i successivi controlli, che devono comprendere<strong>topografia corneale</strong>, <strong>tomografia corneale</strong>, <strong>conta endoteliale</strong> ed <strong>OCT</strong> del segmento anteriore ad un mese, tre mesi, sei mesi e ad un anno dall&#8217;intervento. A causa dell&#8217;assestamento post-operatorio degli strati più superficiali della cornea (epitelio), la valutazione dei risultati conseguiti va eseguita ad almeno un mese dal trattamento. I pazienti sottoposti a cross-linking possono riprendere l&#8217;uso di lenti a contatto a partire da 40gg dopo l&#8217;intervento e previo parere favorevole dell&#8217;oculista curante.</p>
<h2>Sono previste norme di preparazione all&#8217;intervento?</h2>
<p>Il giorno del trattamento è preferibile presentarsi con un accompagnatore, in considerazione del fatto che dopo il trattamento non si potrà, essenzialmente per ragioni di sicurezza stradale, procedere alla guida di autoveicoli.</p>
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		<title>Ipermetropia</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/ipermetropia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:31:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sintesi L&#8217;ipermetropia è un difetto di refrazione per il quale la vista degli oggetti vicini risulta maggiormente sfocata rispetto a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Sintesi</strong></h2>
<p>L&#8217;<strong>ipermetropia</strong> è un <strong>difetto di refrazione</strong> per il quale la vista degli oggetti vicini risulta maggiormente sfocata rispetto a quelli lontani; a volte è possibile vedere nitidamente gli oggetti molto distanti nelle ipermetropie lievi, ma nel caso delle ipermetropie elevate anche questi risultano sfocati. La luce proveniente dagli oggetti, sia da quelli lontani sia da quelli più prossimi, non viene messa a fuoco perfettamente sulla retina, ma su un piano posto dietro ad essa.</p>
<h2>Che cos&#8217;è l&#8217;ipermetropia?</h2>
<p>Nell&#8217;<strong>ipermetropia</strong> lieve, finché si è giovani, l&#8217;occhio riesce a compensare il proprio difetto con il meccanismo naturale dell&#8217;accomodazione (cioè il potere di mettere a fuoco che ha il cristallino modificando la sua forma all&#8217;interno dell&#8217;occhio), ma verso i 40 anni questa capacità inizia a diminuire e allora si rendono necessarie le lenti correttive. I pazienti hanno la <strong>sensazione di un peggioramento visivo</strong> che sembra progressivo, in effetti tale difetto è congenito e con l&#8217;età è solo la capacità di compensarlo che viene meno. Per questo con l&#8217;avanzare dell&#8217;età va corretta con gli occhiali.<br />
Per questo con l&#8217;avanzare dell&#8217;età non si è più in grado di compensare il deficit.</p>
<h2>Quali sono le cause dell&#8217;ipermetropia?</h2>
<p>Le cause possibili della malattia sono tre: una <strong>curvatura corneale insufficiente</strong>, un<strong>cristallino mal formato</strong> o l&#8217;<strong>occhio troppo corto</strong>.</p>
<h2>Quali sono i sintomi dell&#8217;ipermetropia?</h2>
<p>L&#8217;ipermetrope ha <strong>difficoltà a guardare oggetti vicini</strong>, ha bisogno per questo di strizzare gli occhi per vedere chiaramente. Inoltre, il cristallino che tende a compensare il difetto è sottoposto a uno stress continuo del muscolo ciliare, che non è mai rilassato. Il passaggio naturale dalla visione di oggetti distanti e oggetti vicini determina, , un continuo aggiustamento. Non è raro che questo meccanismo dia vita a sintomi quali:</p>
<ul>
<li>bruciore;</li>
<li>una più o meno intensa lacrimazione dell&#8217;occhio;</li>
<li>dolori degli occhi e mal di testa, dopo la lettura, la scrittura, il lavoro al computer o lo svolgimento dei compiti con i bambini;</li>
<li>ipersensibilità alla luce poiché i muscoli che governano lo spostamento del cristallino hanno la stessa inserzione di quelli che governano la regolazione della pupilla</li>
</ul>
<h2><strong>Diagnosi</strong></h2>
<p><strong>Visita oculistica</strong>, sia per i bambini che per gli adulti. Nei bambini è fondamentale l&#8217;utilizzo di gocce &#8220;cicloplegiche&#8221;, cioè la dilatazione della pupilla per annullare l&#8217;effetto compensatorio del cristallino deve essere quindi in grado di smascherare il difetto reale.<br />
L&#8217;<strong>ipermetropia</strong> si misura in diottrie. Più elevato sarà il difetto, più grande sarà la correzione da prescrivere, quindi un occhiale o una lente a contatto caratterizzato da un numero elevato di diottrie.</p>
<h2><strong>Trattamenti</strong></h2>
<p>Si può correggere l&#8217;<strong>ipermetropia</strong> con occhiali o lenti a contatto. Un&#8217;altra opzione di trattamento per l&#8217;<strong>ipermetropia</strong> è un intervento chirurgico.<br />
La <a title="Chirurgia Refrattiva con Laser a Eccimeri" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-refrattiva-con-laser-a-eccimeri/"><strong>chirurgia foto refrattiva</strong></a> si avvale dell&#8217;utilizzo del<a title="Chirurgia Refrattiva con Laser a Eccimeri" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-refrattiva-con-laser-a-eccimeri/"> <strong>laser ad eccimeri</strong></a>. L&#8217;energia del laser interrompe i legami fra le molecole e provoca una &#8220;evaporazione&#8221; del tessuto bersaglio senza danni sui tessuti circostanti.<br />
La sezione di chirurgia refrattiva dell &#8220;Eye Center&#8221;del Centro Chirurgico San Paolo possiede un laser ad eccimeri di ultima generazione riconosciuto come uno degli strumenti chirurgici più all&#8217; avanguardia presenti attualmente sul mercato mondiale. Riesce ad operare ipermetropie molto più elevate rispetto a quelle che in passato era possibile trattare , ma non solo, presenta un sistema di inseguimento attivo durante il trattamento che riesce con estrema precisione a centrare l&#8217;intervento, non in modo standardizzato, ma sull&#8217;asse visivo del paziente che è diverso per ogni individuo (dato d&#8217;importanza cruciale in tutti i pazienti ma maggiormente negli ipermetropi). In questo modo si riesce a personalizzare l&#8217;intervento alle caratteristiche specifiche di ogni persona ottenendo così dei risultati molto superiori rispetto alla chirurgia standard.</p>
<p>L&#8217;applicazione del laser ad eccimeri può essere eseguita sia con le tecniche chiurgiche di superficie: <strong>PRK</strong>, oppure con la più avanzata <strong>PRK trans epiteliale customizzata</strong>, <strong>LASEK</strong> o <strong>EpiLASIK</strong>, sia con le tecniche chirurgiche intrastromali: <strong>LASIK</strong>.</p>
<p>Una delle maggiori evoluzioni di questa tecnologia è costituita della <a title="Chirurgia Refrattiva con Laser a Eccimeri" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-refrattiva-con-laser-a-eccimeri/"><strong>chirurgia refrattiva customizzata</strong></a> che mira, non solo a trattare i comuni diffetti visivi (miopia , <strong>ipermetropia</strong> e astigmatismo) ma anche a correggere le altre imperfezioni ottiche (chiamate aberrazioni ottiche di alto ordine) che sono caratteristiche e diverse in ogni individuo , un po&#8217; come le impronte digitali diverse o per ogni persona. La chirurgia refrattiva &#8220;customizzata&#8221; permette un ulteriore miglioramento della qualità dell&#8217;immagine retinica ottenuta dopo l&#8217;intervento rispetto alla chirurgia tradizionale e si rende indispensabile la dove la presenza di di aberrazioni di alto ordine sia importante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/ipermetropia/">Ipermetropia</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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		<item>
		<title>Miopia</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/miopia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:29:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sintesi La miopia è il difetto della vista più diffuso, interessa il 30% della popolazione europea, e costituisce la più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Sintesi</strong></h2>
<p>La miopia è il <strong>difetto</strong> <strong>della vista più diffuso</strong>, interessa il 30% della popolazione europea, e costituisce la più comune delle alterazioni dell&#8217;occhio. Nel miope la vista da lontano è ridotta e gli oggetti appaiono sfuocati. Questo perché l&#8217;occhio ha un difetto di refrazione, che si traduce nella difficoltà di mettere a fuoco. Infatti i raggi luminosi provenienti da oggetti lontani cadono su un piano posto davanti alla retina, generando un&#8217;immagine retinica confusa.</p>
<h2>Che cos&#8217;è la miopia?</h2>
<p>Talvolta la miopia può essere accompagnata anche da alterazioni della retina in grado di compromettere la funzionalità visiva. In presenza di alterazioni della retina centrale, né gli occhiali né le lenti a contatto consentono una vista nitida e immagini non sfuocate.<br />
In questi casi la chirurgia refrattiva per ridurre la miopia non può fare aumentare i decimi, ma permette di acquistare maggiore acutezza visiva senza necessità delle lenti oppure utilizzando lenti con diottrie più ridotte e quindi meno ingombranti ed esteticamente spiacevoli. La diottria esprime proprio la potenza delle lenti necessaria a un occhio miope di vedere bene.<br />
Nei casi di miopia progressiva, dovuta ad un progressivo allungamento del bulbo, la chirurgia può correggere il difetto refrattivo presente al momento dell&#8217;intervento , ma non elimina la tendenza ad un aumento della lunghezza del globo oculare e quindi non può evitare il peggioramento della miopia.<br />
L&#8217;acutezza visiva esprime la prestazione visiva raggiungibile da ciascun occhio. Si misura in decimi facendo leggere su tavelloni appositi lettere o numeri. Quanto più piccoli sono i simboli riconosciuti tanto maggiore à l&#8217;acutezza visiva.<br />
Gli occhi sani hanno una capacità visiva di dieci decimi (10/10).</p>
<h2>Quali sono le cause della miopia?</h2>
<p>Le cause principali della miopia possono essere:</p>
<ul>
<li>bulbo oculare più lungo del normale;</li>
<li>curvatura della cornea o del cristallino maggiore della norma;</li>
<li>eccessivo potere refrattivo del cristallino (miopia d&#8217;indice).</li>
</ul>
<h2>Quali sono i sintomi della miopia?</h2>
<p>Per vedere nitidamente il miope ha bisogno costantemente, alla guida o nelle attività di tutti i giorni, degli occhiali e di lenti correttive che permettono di dirigere in modo appropriato raggi di luce in modo da formare immagini nitide sulla retina.<br />
I sintomi della miopia possono includere:</p>
<ul>
<li>Visione sfocata quando si guardano gli oggetti lontani</li>
<li>La necessità di strizzare gli occhi per vedere chiaramente</li>
<li>Mal di testa per l&#8217;affaticamento degli occhi</li>
</ul>
<h2><strong>Diagnosi</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Visita oculistica con misura dell&#8217;acutezza visiva</strong>:<br />
La diagnosi di miopia avviene durante la visita oculistica con la quale si misura l&#8217;acutezza visiva e vengono determinate con precisione le diottrie del difetto visivo, anche con l&#8217;ausilio di gocce cicloplegiche, che provocano la dilatazione della pupilla e una difficoltà nella messa a fuoco.<br />
La miopia viene espressa in diottrie durante una visita oculistica. Semplificando, corrispondono al potere della lente necessaria per vedere nitidamente i simboli sul tabellone</li>
</ul>
<h2><strong>Trattamenti</strong></h2>
<p>Si può correggere la condizione con occhiali o lenti a contatto. Un&#8217;altra opzione di trattamento per la miopia è un intervento chirurgico.<br />
La <strong>chirurgia foto refrattiva</strong> si avvale dell&#8217;utilizzo del <a title="Chirurgia Refrattiva con Laser a Eccimeri" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-refrattiva-con-laser-a-eccimeri/"><strong>laser ad eccimeri</strong></a>. L&#8217;energia del laser interrompe i legami fra le molecole e provoca una &#8220;evaporazione&#8221; del tessuto bersaglio senza danni sui tessuti circostanti.<br />
La sezione di chirurgia refrattiva del Centro Chirurgico San Paolo possiede un laser ad eccimeri di ultima generazione riconosciuto come uno degli strumenti chirurgici più all&#8217; avanguardia presenti attualmente sul mercato mondiale.</p>
<p>Tenciche di chirurgia di superficie che comprende:</p>
<ul>
<li><strong>PRK</strong>, una variante e la PRK trans epiteliale customizzata, una delle tecniche più all&#8217; avanguardia attualmente utilizzate</li>
<li><strong>LASEK</strong></li>
<li><strong>EpiLASIK</strong></li>
<li>Tecniche di chirurgia intrastromali (<strong>LASIK</strong>)</li>
<li><a title="Chirurgia Refrattiva con Laser a Eccimeri" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-refrattiva-con-laser-a-eccimeri/"><strong>Chirurgia refrattiva &#8220;customizzata&#8221;</strong></a>, indispensabile in presenza di di aberrazioni di alto ordine permette un ulteriore miglioramento della qualità dell&#8217;immagine retinica ottenuta dopo l&#8217;intervento implementando ulteriormente la qualità visiva ottenuta con l&#8217;intervento.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/miopia/">Miopia</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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