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	<title>Arti inferiori Archivi - Clinica San Paolo</title>
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	<description>Clinica Privata in Pistoia, Toscana. Centro di eccellenza per chirurgia, servizi ambulatoriali e diagnostiici, oftalmologia e oculistica.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Dec 2014 11:59:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Arti inferiori Archivi - Clinica San Paolo</title>
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		<title>Sclerosanti</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/sclerosanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 11:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terapie sclerosanti Da molti anni il trattamento delle teleangectasie viene effettuato con iniezioni sclerosanti che consentono di eliminare i capillari (teleangectasie), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/sclerosanti/">Sclerosanti</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Terapie sclerosanti</h2>
<p>Da molti anni il trattamento delle teleangectasie viene effettuato con iniezioni sclerosanti che consentono di eliminare i capillari (teleangectasie), le varici e le varici reticolari.</p>
<p>Prima del trattamento è opportuno effettuare un doppler per evidenziare l&#8217;eventuale presenza di una patologia venosa.</p>
<h2>La tecnica</h2>
<p>E&#8217; un trattamento sicuro, efficace, e relativamente indolore. Consiste nell&#8217;iniettare, all&#8217;interno dei piccoli vasi sanguigni dilatati, una sostanza farmacologia ad azione sclerotizzante che provoca il collasso della parete capillare, la sua chiusura e, successivamente, la disgregazione e la scomparsa del capillare.<br />
Il trattamento non richiede anestesia e può essere effettuato in ambulatorio.</p>
<h2>Quante sedute sono necessarie?</h2>
<p>Talvolta sono richieste più sedute; infatti, dopo ogni iniezione i capillari diventano sempre più chiari e per questo motivo sono richieste tre o più sedute.<br />
Occorre ricordare che con questa procedura vengono trattati solo i capillari e le venule visibili, senza alterare il sistema circolatorio degli arti inferiori; tuttavia, non si può prevenire la comparsa di altre teleangectasie in futuro.</p>
<h2>Chi può sottoporsi al trattamento?</h2>
<p>Tutte le donne e gli uomini, di qualunque età in buone condizioni di salute e senza patologie importanti del sistema circolatorio degli arti inferiori.<br />
Non ci si deve sottoporre a questa terapia nel periodo della gravidanza e dell&#8217;allattamento.<br />
Infine, va ricordato che le teleangectasie post-gravidanza solitamente scompaiono a distanza di due o tre mesi dal parto.</p>
<h2>Chi può eseguire il trattamento?</h2>
<p>Occorre sicuramente affidarsi ad un medico dotato di esperienza e manualità e che sappia scegliere la sostanza sclerosante adeguata al caso specifico.<br />
In questo modo si riducono molto le possibilità di andare incontro alle possibili complicanze che, seppur rare, sono rappresentate dalla formazione di un coagulo intravasale, reazioni allergiche al farmaco sclerosante, reazioni infiammatorie o pigmentazioni cutanee (matting).</p>
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		<title>Flebectomia secondo Muller</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/flebectomia-secondo-muller/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 11:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Flebectomia secondo Muller Descrizione dell&#8217;intervento Questa tecnica consente di asportare le varici superficiali mediante mini-incisioni che garantiscono un buon risultato [&#8230;]</p>
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<h2>Flebectomia secondo Muller</h2>
<p><strong>Descrizione dell&#8217;intervento</strong></p>
<p>Questa tecnica consente di asportare le varici superficiali mediante mini-incisioni che garantiscono un buon risultato estetico. Si esegue in anestesia locale e non richiede l&#8217;applicazione di punti di sutura in quanto sono sufficienti dei piccoli cerotti che vengono rimossi dopo pochi giorni. Per quanto riguarda la cicatrice inguinale, la sutura viene realizzata con materiale riassorbibile, praticamente invisibile. Al rientro in camera, il Paziente indossa una calza elastica compressiva e riprende a camminare poco dopo.</p>
<p>Può essere utilizzata dopo la <a title="Safenectomia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/safenectomia/">safenectomia</a> per eliminare altre eventuali varici.</p>
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		<title>Varici</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/varici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 11:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vene varicose o Varici Le varici sono vene dilatate con decorso tortuoso visibili nel sottocutaneo con sede più frequente a [&#8230;]</p>
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<h2 id="menu">Vene varicose o Varici</h2>
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<div id="content">
<p>Le varici sono vene dilatate con decorso tortuoso visibili nel sottocutaneo con sede più frequente a livello degli arti inferiori. Possono essere associate a un complesso di segni e sintomi che costituiscono, nel loro insieme, l’<strong>insufficienza venosa cronica</strong> degli arti inferiori con possibilità di sviluppare ulcere venose croniche. Le varici e l’insufficienza venosa cronica sono tra i più frequenti disturbi nella popolazione interessando fino al 10-20% degli uomini e al 25-33% delle donne. La casistica aumenta con l’età e i segni e i sintomi di insufficienza venosa cronica si riscontrano in più del 50% dei soggetti al di sopra dei 40 anni. Ulcere trofiche venose sono presenti nell’1% della popolazione.</p>
<h3>Da cosa sono provocate?</h3>
<p>La causa delle vene varicose e dell’insufficienza venosa è multifattoriale e comprende:</p>
<ul>
<li>l’aumento della pressione venosa causato dalla prolungata e ripetuta stazione eretta;</li>
<li>l’aumento della pressione intra-addominale dovuto alla gravidanza, a masse neoplastiche, obesità o stipsi cronica o tosse cronica;</li>
<li>l’ostruzione al deflusso venoso o l’insufficienza della pompa muscolare del polpaccio dovuta a obesità, immobilità;</li>
<li>predisposizione familiare;</li>
<li>le fistole artero-venose.</li>
</ul>
<p>Le varici possono essere primitive o secondarie quando si sviluppino a seguito dell’ostruzione venosa e del danno valvolare secondari a trombosi venose profonde (TVP) nell’ambito della sindrome post-trombotica.</p>
<h3>Come si manifestano?</h3>
<p>I sintomi e i segni dell’insufficienza venosa cronica sono riconducibili all’incontinenza valvolare che causa reflusso con conseguente ipertensione venosa e stasi venosa nel polpaccio. Ne consegue che il sangue, anziché essere sospinto dal basso verso l&#8217;alto e dal circolo superficiale al profondo ha un flusso invertito. Con l’ipertensione venosa le vene diventano dilatate e tortuose con perdita di elasticità della parete venosa e peggioramento dell’incontinenza valvolare. Le vene superficiali si dilatano e diventano visibili. La persistenza dell’ipertensione venosa cronica comporta trasudazione di liquido nei tessuti provocando edema, reazione infiammatoria della cute e del sottocutaneo, stravaso di globuli rossi con depositi di ferro nel sottocute e, infine, sofferenza tissutale cronica con facilità alla comparsa di ulcere trofiche. Un’altra complicanza sono le trombosi venose superficiali (TVS).</p>
<p>I segni e i sintomi associati alla presenza di vene varicose degli arti inferiori sono variabili: molti pazienti sono asintomatici e lamentano, specie le donne, solo un problema estetico. Se presenti, i sintomi possono essere localizzati alla sola zona con varici con presenza di dolore, sensazione di bruciore o prurito. I sintomi possono interessare gli arti inferiori con dolore, pesantezza, tensione, crampi, gambe senza riposo o edema perimalleolare specie alla sera e dopo lunghi periodi di prolungata stazione eretta; di solito scompaiono in posizione seduta o con gli arti in posizione antideclive o dopo il riposo notturno. Le varici possono associarsi ad altre manifestazioni cutanee come vene reticolari e teleangectasie (dilatazione di piccoli vasi sanguigni, generalmente superficiali, i quali assumono l’aspetto di arborescenze sinuose di colore rosso vivo o rosso-bluastro che divengono visibili oltre l’epidermide). Non vi è correlazione tra la gravità della sindrome varicosa e la severità dei sintomi. Il colorito colorito bruno della cute, l&#8217;eczema, l&#8217;infezione fino all’ulcerazione e l’atrofia cutanea sono possibili complicanze. È possibile anche la rottura dei vasi varicosi, soprattutto i più superficiali, in seguito a traumi minimi che richiedono tamponamento locale tempestivo per l’emorragia che può essere molto copiosa per l’ipertensione venosa.</p>
<h3>Cosa fare?</h3>
<p>L’esame fisico è sufficiente per la diagnosi, ma non fornisce dati sulla presenza di reflusso valvolare e insufficienza venosa profonda. <span style="color: #000000">L’<span style="text-decoration: underline;color: #0000ff"><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" title="Ecografo multidisciplinare" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/ecografo-multidisciplinare/">ultrasonografia</a></em></span></span> è semplice non invasiva e indolore e consente di esplorare l’anatomia e l’emodinamica del sistema venoso degli arti inferiori, può consentire la diagnosi di TVP sintomatica ma anche occulta, della TVS e valutare il reflusso alla giunzione safeno-femorale e safeno-poplitea. Inoltre, consente la valutazione della competenza e del diametro della vena grande e piccola safena e l’architettura vascolare delle collaterali e vene perforanti. Consente una valutazione completa del circolo venoso profondo e superficiale per l’identificazione del reflusso oltre il test di compressione per la diagnosi di TVP.</p>
<h3>Quale terapia?</h3>
<p>Comprende il trattamento medico conservativo, il trattamento esterno con laser, la terapia sclerosante, interventi endovascolari e la chirurgia. La scelta del trattamento è in relazione non solo alla gravità dei sintomi, ma anche al risultato estetico desiderato. Il trattamento conservativo si basa su modificazioni dello stile di vita quali calo ponderale negli obesi, evitare prolungata stazione eretta, posizionare gli arti in scarico durante al giornata, praticare regolare attività fisica, evitare indumenti stretti. La <em>terapia compressiva</em> (bendaggi, calza elastica a compressione graduata con pressione di 20-30 mmHg alla caviglia, compressione pneumatica intermittente) è raccomandata come terapia iniziale della vene varicose, pur in assenza di forti evidenze sull’efficacia di questi presidi. La <em>laserterapia</em> esterna consiste nell’applicare luce laser a differenti lunghezze d’onda alla cute al di sopra del vaso, la luce è assorbita dall’emoglobina e comporta termocoagulazione e obliterazione del vaso che pertanto non è più visibile. La laserterapia è tipicamente utilizzata sulle teleangectasie e su piccoli vasi ed è in grado di obliterare completamente rami venosi di diametro inferiore a 0,5 mm, mentre riduce ma non oblitera rami di diametro tra 0,5 e 1 mm. La <em><span style="text-decoration: underline"><span style="color: #0000ff"><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" title="Sclerosanti" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/sclerosanti/">scleroterapia</a></span></span></em> comporta l’iniezione di sostanze dette sclerosanti nelle vene superficiali attraverso un ago sottile che determinano una reazione infiammatoria della parete vasale con retrazione fibrosa e obliterazione del lume venoso. L<em>’</em><span style="color: #000000">intervento chirurgico</span> è il trattamento più utilizzato specie a livello della vena grande safena e collaterali e può essere indicato nei soggetti con ulcere recidivanti o TVS recidivanti e anche a scopo cosmetico. Il trattamento chirurgico può aumentare il tasso di guarigione delle ulcere dell’88% con rischio di recidiva di ulcere a 10 mesi solo del 13%. La procedura chirurgica più semplice è la legatura delle varici di coscia e inguine, ma sono possibili la flebectomia (asportazione di segmenti successivi) e lo <em><span style="text-decoration: underline"><span style="color: #0000ff"><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" title="Safenectomia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/safenectomia/">stripping</a></span></span> (</em>asportazione dell&#8217;intero vaso).</p>
</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/varici/">Varici</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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		<title>Safenectomia</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/safenectomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 11:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Safenectomia Per stabilire la necessità di eseguire il trattamento chirurgico delle varici occorre eseguire una valutazione strumentale mediante ecocolordoppler che [&#8230;]</p>
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<div id="header"></div>
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<div id="sidebar"></div>
<div id="content">
<h2>Safenectomia</h2>
<p>Per stabilire la necessità di eseguire il trattamento chirurgico delle varici occorre eseguire una <strong>valutazione strumentale</strong> mediante <span style="text-decoration: underline">ecocolordoppler</span> che consente di evidenziare con precisione la sede esatta della sofferenza venosa e di quantificarne l&#8217;entità.</p>
<p>La safenectomia è l&#8217;asportazione della vena piccola o grande safena. L&#8217;intervento sulla grande safena consiste nello <em>stripping</em>: si introduce una sonda particolare (<em>stripper</em>) nel lume della vena sezionata alle due estremità e la si fissa a una delle estremità stesse per poi ritirarla dalla parte opposta, determinando in tal modo l’asportazione del tronco venoso.</p>
</div>
<div>
<p>L&#8217;<strong>anestesia</strong> utilizzata per svolgere questa procedura può essere locale, spinale o generale. La scelta della metodica idonea dipende dal quadro clinico e dalla eventuale presenza di altre patologie, per cui dovrà essere valutata di volta in volta dall’anestesista.<br />
Le varici collaterali vengono asportate tramite <a title="Flebectomia secondo Muller" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/flebectomia-secondo-muller/">flebectomia secondo Muller</a>, o mediante <a title="Sclerosanti" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/sclerosanti/">terapie sclerosanti</a>.<br />
In caso di varici a tutte e due le gambe l’intervento verrà eseguito con due ricoveri a distanza di un mese circa l’uno dall’altro.</p>
<p><strong>Periodo post-operatorio<br />
</strong>Dopo l’intervento viene applicato un bendaggio compressivo che deve essere mantenuto per una settimana. Il mattino successivo all’intervento il Paziente può essere dimesso. Si consiglia di indossare scarpe comode e di farsi accompagnare, in quanto non sarà possibile guidare l&#8217;auto per 2-3 giorni. Il giorno successivo all’intervento si possono fare brevi passeggiate.</p>
<h4>Quali sono le indicazioni per il periodo post-operatorio?</h4>
<ul>
<li>portare una calza elastica da 70 denari per circa tre settimane;</li>
<li>fare la doccia solo dopo la rimozione dei punti e del bendaggi: circa 1 settimana dopo l&#8217;intervento</li>
<li>le attività sportive possono ricominciare progressivamente dopo 15-30 giorni</li>
<li>la ripresa del lavoro dipenderà dal tipo di lavoro stesso, particolarmente quando comporti di stare in piedi a lungo;</li>
<li>una visita di controllo è opportuna ad 1 mese dall’intervento.</li>
</ul>
<h4>Quali sono le manifestazioni post-operatorie?</h4>
<p>La comparsa di ematomi lungo il tratto interessato dall&#8217;intervento è un evento costante, ma non preoccupante e va considerato come la normale conseguenza al trauma chirurgico; questi segni tenderanno a scomparire nell&#8217;arco di una quindicina di giorni con l’applicazione di pomate specifiche. Sono possibili dolori o bruciori soprattutto nella zone delle ferita sull’inguine che scompaiono nel tempo e con l’assunzione di farmaci antinfiammatori. Alcune zone cutanee possono perdere la sensibilità per alcuni mesi; inoltre, si può osservare una pigmentazione scura della cute e delle cicatrici che in genere dura circa due mesi.</p>
<p>Eventuali varici residue potranno essere eliminate successivamente con terapia sclerosante. Negli anni successivi all’intervento chirurgico è consigliato un regolare controllo con ecocolordoppler del circolo venoso.</p>
<p>Nel 70% dei casi il primo intervento di stripping è risolutivo.</p>
<p><strong>Controindicazioni all&#8217;intervento</strong></p>
<p>Sono rappresentate da gravi patologie associate quali: neoplasie, obesità grave, scompenso cardiocircolatorio, scompenso metabolico, compromissione della pervietà del circolo venoso profondo.</p>
</div>
</div>
</div>
</section>
</article>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/safenectomia/">Safenectomia</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alluce Valgo</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/alluce-valgo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 10:47:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.casadicurasanpaolo.it//?p=8560</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che cos&#8217;è l&#8217;alluce valgo? E&#8217; una patologia del piede che si caratterizza per la deformità della I articolazione metatarso-falangea che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/alluce-valgo/">Alluce Valgo</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Che cos&#8217;è l&#8217;alluce valgo?</h2>
<p>E&#8217; una patologia del piede che si caratterizza per la deformità della I articolazione metatarso-falangea che appare angolata all&#8217;interno con la conseguente deviazione laterale e/o la rotazione dell’alluce verso le altre dita.</p>
<p><a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/wp-content/uploads/2014/11/Alluce-valgo.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9502" src="https://www.casadicurasanpaolo.it/wp-content/uploads/2014/11/Alluce-valgo.jpeg" alt="Alluce valgo" width="80" height="80" /></a></p>
<p>La malattia è molto diffusa ed ha un&#8217;incidenza che aumenta progressivamente con l’età: 3% tra 15-30 anni, 9% tra 31-60 anni, 16% oltre i 60 anni. Sono più frequentemente colpite le femmine rispetto ai maschi (rapporto F/M = 2-4:1), senza differenze tra le diverse etnie, mentre è ormai nota la predisposizione genetica.</p>
<h2>Quali sono le cause?</h2>
<p>La deformazione può essere dovuta a:</p>
<ul>
<li>Predisposizione genetica</li>
<li>Malformazioni congenite</li>
<li>Utilizzo di calzature inadatte (pianta stretta, punta stretta e tacco alto)</li>
<li>Lesioni a carico del piede</li>
<li>Problemi di peso, di postura o di tono muscolare</li>
<li>Alcune forme di artrite</li>
</ul>
<h2>Quali sono i sintomi?</h2>
<p><strong>La sintomatologia può variare</strong>: alcuni pazienti lamentano dolore al secondo dito piuttosto che all&#8217;alluce, mentre altri riferiscono di provare un violento dolore, pur senza avere deformità notevoli. Il progredire della patologia può provocare dolore anche intenso con una limitata capacità di movimento dell&#8217;alluce e portare a deformazioni invalidanti. Nei casi più gravi la deviazione dell&#8217;alluce può portare all’accavallamento dell’alluce con il secondo dito del piede. La cute che ricopre l&#8217;articolazione interessata da questo disturbo può apparire rossa e dolente. In generale, comunque, l&#8217;alluce valgo è caratterizzato dalla presenza di diversi<strong> sintomi </strong>quali:</p>
<ul>
<li>Presenza di un rigonfiamento alla base dell&#8217;alluce</li>
<li>Gonfiore o arrossamento intorno all&#8217;alluce</li>
<li>Ispessimento della cute alla base dell&#8217;alluce</li>
<li>Dolore persistente o intermittente</li>
<li>Capacità limitata nei movimenti dell&#8217;alluce</li>
</ul>
<p>Pertanto, è assolutamente consigliabile <strong>indossare scarpe comode</strong> e di <strong>evitare calzature con pianta stretta, punta stretta e tacco alto</strong>.</p>
<h2>Trattamento</h2>
<p>Diversi sono i trattamenti a disposizione per l&#8217;alluce valgo. La scelta dipende dalla gravità della sintomatologia.<strong> </strong></p>
<p><strong>Trattamenti non chirurgici</strong>:</p>
<ul>
<li>Indossare scarpe ampie e comode che offrano molto spazio per le dita dei piedi</li>
<li>Applicar un bendaggio che mantenga il piede in posizione normale, riducendo lo stress sull&#8217;alluce e alleviando il dolore</li>
<li>Usare farmaci antidolorifici o cortisonici in caso di gonfiore</li>
<li>Utilizzare cuscinetti per separare le dita e plantari correttivi per distribuire uniformemente il peso del corpo</li>
<li>Applicare del ghiaccio sulla zona interessata e pomate antinfiammatorie, soprattutto dopo che si è stati a lungo in piedi</li>
</ul>
<p><strong>Trattamenti chirurgici:</strong></p>
<p>La terapia chirurgica deve essere considerata quando le misure conservative non sono sufficienti a garantire una buona qualità di vita al paziente. I parametri da considerare sono: grado e tipo di deviazione, congruenza articolare, presenza di fenomeni degenerativi articolari, patologie e deformità associate, età, richieste funzionali del paziente. La complicanza più frequente è la recidiva; altre complicanze sono: infezioni, metatarsalgia cronica, necrosi avascolare del I metatarso (osteotomie distali), alluce varo (ipercorrezione). Si distinguono un:</p>
<ul>
<li><strong>Approccio chirurgico classico</strong>: lo scopo è di correggere la deformità restituendo all&#8217;alluce la giusta posizione. Attraverso l&#8217;apertura chirurgica della cute e dei tessuti sottostanti (procedura &#8220;a cielo aperto&#8221;) viene asportata parte dell&#8217;osso e si inseriscono dei supporti.</li>
<li><strong>Approccio chirurgico percutaneo</strong>: consente di ottenere i medesimi risultati dell&#8217;approccio chirurgico classico ma in modo meno invasivo e con tempi di recupero post-operatori molto più brevi. La procedura percutanea &#8211; mediante appositi strumenti e sotto la guida di strumenti radioscopici &#8211; permette di operare direttamente sull&#8217;osso attraverso piccoli fori praticati nella cute.</li>
</ul>
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		<title>Dito a Martello</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/dito-a-martello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Casa di Cura San Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 10:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Arti superiori]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos’è il dito a martello? Con il termine &#8220;dito a martello&#8221; o &#8220;dito di Mallet&#8221; si fa riferimento ad una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Che cos’è il dito a martello?</h2>
<p>Con il termine <em>&#8220;dito a martello&#8221; </em>o<em> &#8220;dito di Mallet&#8221;</em> si fa riferimento ad una deformazione in flessione dell&#8217;articolazione interfalangea terminale nella quale la punta del dito si piega e l&#8217;estensione diviene quindi impossibile.</p>
<p>Il dito a martello è una <strong>deformità molto frequente della mano o del piede</strong>. Il nome deriva dalla forma ricurva assunta dalla struttura anatomica colpita. All’origine di questa deformità c’è un’instabilità dell’articolazione provocata da uno squilibrio tra i muscoli brevi e i muscoli lunghi del dito interessato. <strong>A seconda della falange colpita, si distinguono dito a martello, a maglio o ad artiglio</strong>. Questa deformità si accompagna spesso all&#8217;<a title="Alluce Valgo" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/alluce-valgo/"><strong>alluce valgo</strong></a>, condizione in cui l&#8217;alluce devia verso le altre dita del piede giungendo, nei casi più gravi, a sovrapporsi al secondo e al terzo dito.</p>
<h2>Quali sono le cause del dito a martello?</h2>
<ul>
<li>Questa deformazione può derivare da un danno tendineo o da una avulsione ossea che causano una flessione forzata della articolazione interfalangea distale (IFD). In tal modo si determina un’instabilità dell’articolazione colpita per lo <strong>squilibrio tra i muscoli brevi e i muscoli lunghi del dito interessato</strong>; ne consegue la degenerazione o rottura della capsula articolare a livello metatarso-falangeo e, quindi, l’instabilità tra la falange e il corrispettivo osso metatarsale che predispone alla deformità.<br />
Possibili cause di questa patologia sono:</li>
<li>Predisposizione congenita</li>
<li>Diabete, in quanto può causare insensibilità agli arti inferiori</li>
<li>Patologie articolari</li>
<li>Patologie circolatorie</li>
<li>Patologie neuromuscolari</li>
<li>Traumi alle dita</li>
<li><strong>Le calzature</strong>: con scarpe troppo strette, soprattutto in punta, e tacchi troppo alti, le dita dei piedi possono premere contro la punta o la parte superiore delle calzature costringendole in una posizione innaturale e causando dolore.</li>
</ul>
<h2>Quali sono i sintomi del dito a martello?</h2>
<ul>
<li>Deformità del dito, che assume l&#8217;aspetto come di un martello oppure di un artiglio</li>
<li>Dolore mentre di cammina o nel muovere il piede</li>
<li>Difficoltà a muovere il dito</li>
<li>Calli provocati dallo sfregamento con la calzatura.</li>
</ul>
<h2>Come prevenire il dito a martello?</h2>
<p>Per evitare lo sviluppo del dito a martello è bene <strong>prestare attenzione alle scarpe indossate</strong>. È consigliabile quindi che le calzature:</p>
<ul>
<li>Siano comode, di tessuto morbido, con tacchi bassi e spazio sulla punta che non costringa le dita.</li>
<li>Non trattare i calli: questi sono solo la conseguenza di una cattiva postura e rappresentano una difesa della pelle. I trattamenti contro i calli talvolta possono determinare infezioni e maggior dolore, meglio agire sulle cause che ne hanno generato la formazione.</li>
</ul>
<h2>Trattamento</h2>
<p>Le contusioni possono essere trattate con uno splint che mantenga l&#8217;articolazione IFD in estensione e lasci libera l&#8217;articolazione interfalangea prossimale (IFP). Le fratture con avulsione si ricompongono solitamente dopo 6 settimane, mentre i danni tendinei richiedono circa 8-10 settimane per la riparazione del collagene.</p>
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		<title>Intervento di Tunnel Carpale</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/intervento-di-tunnel-carpale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i pazienti affetti da sindrome del tunnel carpale, quando i sintomi sono molto forti o non migliorano con altri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per i pazienti affetti da <strong>sindrome del tunnel carpale</strong>, quando i sintomi sono molto forti o non migliorano con altri metodi, la chirurgia può essere d&#8217;aiuto per creare più spazio al nervo all&#8217;interno del tunnel. La pressione sul nervo infatti diminuisce tagliando il legamento che costituisce il “tetto” del tunnel dal lato del palmo. Le incisioni della cute per eseguire questo intervento possono essere diverse ma lo scopo è uguale in tutti i casi: allargare il tunnel per diminuire la pressione sul nervo. Dopo la chirurgia un indolenzimento attorno alla regione della cicatrice può durare per settimane o anche per mesi. L&#8217;intorpidimento e il formicolio possono scomparire rapidamente oppure gradualmente nel tempo.</p>
<p>Possono essere necessari vari mesi perché la forza della mano e del polso torni ad essere normale. È anche possibile però che i sintomi non scompaiano completamente dopo l&#8217;intervento chirurgico, specialmente nei casi in cui la compressione del nervo è molto importante o è presente da lungo tempo.</p>
<h2><strong>Sindrome del tunnel carpale</strong></h2>
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		<item>
		<title>Distorsione della caviglia</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/distorsione-della-caviglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cos&#8217;è? La distorsione alla caviglia si verifica quando l&#8217;articolazione della caviglia si piega o si torce in modo eccessivo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/distorsione-della-caviglia/">Distorsione della caviglia</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Che cos&#8217;è?</strong></h2>
<p>La distorsione alla caviglia si verifica <strong>quando l&#8217;articolazione della caviglia si piega o si torce in modo eccessivo</strong>. Se l&#8217;articolazione della caviglia è forzatamente portata ad andare oltre il proprio range di movimento, i muscoli, i legamenti e i tendini che la compongono possono subire delle lesioni che vanno dallo stiramento alla rottura. <strong>Le distorsioni più frequenti interessano la parte esterna della caviglia e provocano dolore e gonfiore immediati</strong>. Solitamente il dolore è localizzato davanti e sotto il malleolo peroneale, ovvero la sporgenza più bassa dell&#8217;osso laterale della gamba (perone). Queste strutture collaborano non solo al movimento, ma anche alla stabilizzazione e alla protezione; quando viene esercitata una tensione superiore alla loro “tenuta”, subiscono lesioni che vanno dallo stiramento alla rottura. Il movimento tipico avviene quando la punta del piede è rivolta verso il basso e la caviglia ruota bruscamente all&#8217;interno. Le lesioni legamentose della caviglia sono le lesioni più frequenti tra gli sportivi.</p>
<p><strong>L&#8217;entità della distorsione dipende dall&#8217;energia che viene esercitata sulla caviglia</strong>, per cui non sempre dipende dal tipo di caduta o dalla velocità della corsa, ma possono concorrervi altri elementi quali il peso del paziente e la dinamica con cui avviene l’infortunio. Un soggetto obeso, ad esempio, può subire danni rilevanti anche in seguito a una caduta banale. <strong>Una distorsione provoca una serie di eventi che si susseguono secondo una sequenza piuttosto precisa</strong>. Le strutture di sostegno, cioè, si lesionano una di seguito all&#8217;altra seguendo un iter che l&#8217;ortopedico esplora sin dalla prima visita.</p>
<h2>Quali sono le cause della distorsione della caviglia?</h2>
<p>Una distorsione alla caviglia ha luogo quando il movimento dell&#8217;articolazione va oltre il suo normale range di movimento. <strong>All&#8217;origine di una distorsione c&#8217;è sempre un trauma</strong>: questo può essere dovuto a una caduta, a un atterraggio scorretto dopo un salto o al camminare su una superficie irregolare.</p>
<h2>Quali sono i sintomi della distorsione della caviglia?</h2>
<p>La sintomatologia tipica della distorsione alla caviglia consiste in:</p>
<ul>
<li>dolore nell&#8217;area interessata dalla distorsione che si acuisce quando si sposta il peso sulla caviglia distorta</li>
<li>gonfiore</li>
<li>limitazione nei movimenti</li>
</ul>
<p>Nei casi più gravi possono comparire ecchimosi o ematomi.</p>
<h2><strong>Diagnosi</strong></h2>
<p>È necessario l&#8217;esame della struttura e della funzione del piede. La semplice palpazione della caviglia lateralmente consente di determinare il punto del danno legamentoso. Le distorsioni della caviglia di solito possono essere classificate clinicamente in base ai segni di danno dei tessuti molli. Nelle lesioni di grado I non è presente instabilità; nelle lesioni di grado II l’instabilità è modesta-moderata; nelle lesioni di grado III l’instabilità è grave e il paziente non riesce a caricare sulla caviglia affetta. Le lesioni complete sono talvolta accompagnate da un “crack” udibile.</p>
<p>Il medico richiederà, dopo l&#8217;<strong>esame</strong>, una <strong>radiografia</strong> al fine di escludere la presenza di lesioni ossee. Per individuare e valutare l&#8217;eventuale presenza di lesioni a carico dei tessuti molli (come muscoli, tendini e legamenti), il medico potrà suggerire al paziente di sottoporsi a: <strong>ecografia</strong> e/o a <strong>risonanza magnetica</strong>.</p>
<h2><strong>Trattamenti</strong></h2>
<div>In acuto la terapia delle lesioni legamentose si avvale di antinfiammatori per via orale, ghiaccio, riposo, immobilizzazione e bastoni con carico protetto. L’immobilizzazione nelle lesioni di grado I è di circa una settimana con tutore bivalva. Nelle lesioni di grado II, e in particolare di grado III, si usano tutori tipo “walker” per 4-6 settimane. Superata la fase acuta è necessario iniziare la terapia fisica con l’obiettivo di recuperare l’arco di movimento, la forza muscolare e la funzione propriocettiva. Il trattamento chirurgico non è mai indicato nelle lesioni di grado I che guariscono con la sola terapia conservativa. È indicato nelle lesioni di grado II solo se la caviglia è instabile nonostante la terapia conservativa o se manifesta recidive dell’instabilità. Il trattamento chirurgico delle lesioni di grado III è controverso. Alcuni autori suggeriscono una ricostruzione legamentosa nella fase post-acuta, altri lo riservano ai casi in cui residui un’instabilità severa. Infine, il trattamento chirurgico è sempre necessario in presenza di fratture e nelle lesioni della sindesmosi (articolazione priva di cavità articolare). Queste ultime, infatti, determinano una diastasi (allargamento) dell’articolazione tibio-peroneale distale con grave instabilità.</div>
<p>La base del trattamento consiste, quindi, in <strong>riposo, applicazione di ghiaccio, elevazione dell&#8217;arto interessato, farmaci antinfiammatori</strong>. Può essere necessario bloccare l&#8217;arto interessato dalla distorsione mediante <strong>b</strong><strong>endaggio</strong> o<strong> a</strong><strong>pparecchio gessato</strong>.</p>
<p>Dopo il primo trattamento viene impostato un programma di controlli ambulatoriali con la funzione di valutare la progressione verso la guarigione, richiedere eventuali esami di approfondimento, prescrivere terapie fisiche e impostare il protocollo riabilitativo.</p>
<p>Tra le <strong>terapie fisiche</strong> che possono venire prescritte:</p>
<ul>
<li>Ultrasuoni</li>
<li>Laser</li>
<li>Jonoforesi</li>
<li>Tens</li>
</ul>
<p><strong>Approccio c</strong><strong>hirurgico</strong>:</p>
<ul>
<li><a title="Chirurgia ricostruttiva della caviglia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-ricostruttiva-della-caviglia/"><strong>Tecniche ricostruttive</strong></a></li>
<li><a title="Chirurgia Artroscopia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-artroscopia/"><strong>Tecniche artroscopiche</strong></a></li>
</ul>
<p>Può essere consigliata anche un ciclo di <strong>g</strong><strong>innastica propriocettiva</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/distorsione-della-caviglia/">Distorsione della caviglia</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chirurgia ricostruttiva della caviglia</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/trattamenti-clinici/chirurgia-ricostruttiva-della-caviglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trattamenti clinici]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei casi più gravi di distorsione della caviglia, cioè quando si verificano fratture ossee e/o lussazioni (cioè quando l&#8217;articolazione “esce” [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei casi più gravi di <a title="Distorsione della caviglia" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/distorsione-della-caviglia/"><strong>distorsione della caviglia</strong></a>, cioè quando si verificano fratture ossee e/o lussazioni (cioè quando l&#8217;articolazione “esce” dalla sua sede naturale), l&#8217;intervento può rendersi necessario anche immediatamente. Altrimenti l&#8217;intervento dovrebbe essere comunque l&#8217;alternativa al fallimento di una corretta terapia riabilitativa.</p>
<p>Vengono operate le caviglie instabili (che cioè hanno lesionato completamente i legamenti ), le caviglie dolorose (che possono essere instabili o meno) e le caviglie rigide.</p>
<p>Le tecniche ricostruttive sono quelle eseguite a cielo aperto utilizzando tendini del paziente stesso per ricostruire i legamenti con la finalità di eliminare le reazioni cicatriziali esuberanti che danno dolore e rigidità.</p>
<p>La tecnica va chiaramente scelta sulla base delle lesioni riportate, del funzionamento della caviglia e delle aspettative del paziente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sindrome del Tunnel Carpale</title>
		<link>https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/sindrome-del-tunnel-carpale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gstrambi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 11:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Arti inferiori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.casadicurasanpaolo.it//?p=8248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Che cos&#8217;è È causata  dalla compressione del nervo mediano al polso, nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. All&#8217;interno di questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/sindrome-del-tunnel-carpale/">Sindrome del Tunnel Carpale</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Che cos&#8217;è</h2>
<p><span style="font-size: 16px;line-height: 1.5">È causata  dalla compressione del nervo mediano al polso, nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. All&#8217;interno di questo canale, delimitato anteriormente dal legamento trasverso del carpo e posteriormente dalle ossa del carpo, p</span><span style="line-height: 1.5">assano il nervo mediano, le vene e i tendini </span><span style="line-height: 1.5">dei muscoli</span><span style="line-height: 1.5"> flessori delle dita.</span></p>
<div>L&#8217;incidenza della malattia è di 5:1.000 e colpisce più spesso le donne; è più comune oltre i 50 anni ed è bilaterale in 1/3 dei casi. Più frequentemente non si rileva una causa evidente, mentre talvolta può essere secondaria a cause che agiscono aumentando il volume delle strutture contenute all’interno del tunnel carpale: ipertrofia sinoviale dei tendini flessori del polso, cisti, lipomi.</div>
<div></div>
<h2>Sintomi</h2>
<div>Nelle fasi iniziali prevalgono i sintomi irritativi quali formicolii, sensazione di intorpidimento o gonfiore alle prime tre dita e alla falange distale del quarto dito, soprattutto al mattino e/o durante la notte; successivamente, compare dolore irradiato, talvolta fino alla spalla. Se la patologia si aggrava compaiono deficit funzionali: perdita di sensibilità alle dita, perdita di forza della mano, atrofia della regione del pollice.</div>
<div></div>
<h2>Diagnosi e Trattamento</h2>
<p>La diagnosi è clinica ed elettrofisiologica. L’elettromiografia/elettroneurografia (EMG/ENG) mostra un allungamento della latenza distale motoria (oltre 4,5 ms) e sensitiva (oltre 3,5 ms). In assenza di  deficit della forza, della sensibilità o di severe anomalie all’esame EMG/ENG la terapia è sintomatica. Si avvale di:</p>
<ul>
<li>farmaci antinfiammatori per via orale;</li>
<li>terapia strumentale: ultrasuoni, ionoforesi, laser;</li>
<li>infiltrazioni locali di cortisone;</li>
<li>tutori notturni per evitare la flessione del polso.</li>
</ul>
<p>La <strong>terapia chirurgica</strong> è consigliata quando i sintomi sono costanti e quando l’EMG/ENG mostra segni di danno neurologico e consiste nella decompressione del tunnel carpale mediante sezione del legamento trasverso del carpo. Può essere effettuato con tecnica tradizionale “a cielo aperto” o endoscopica. È importante non operare il paziente troppo tardi, poiché, nonostante la decompressione del nervo, possono permanere disturbi sentivi e motori.</p>
<p><a title="Chirurgia del Tunnel Carpale" href="https://www.casadicurasanpaolo.it/chirurgia-del-tunnel-carpale/"><strong>Chirurgia del tunnel carpale</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it/disturbi-e-malattie/sindrome-del-tunnel-carpale/">Sindrome del Tunnel Carpale</a> proviene da <a href="https://www.casadicurasanpaolo.it">Casa di Cura Privata San Paolo - Dal 1985 Diagnostica | Ambulatori | Chirurgia | Oftalmologia</a>.</p>
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