Che cos’è l’Herpes Simplex?

L’Herpes Simplex (HSV) è un virus che comprende due varianti: HSV-1 e HSV-2. HSV-1 provoca comunemente herpes labialis, stomatite erpetica e cheratite; HSV-2 di solito causa herpes genitale e si trasmette soprattutto per contatto diretto (di solito sessuale) e produce lesioni cutanee.

Come avviene il contagio?

L’Herpes Simplex si trasmette attraverso un contatto ravvicinato, durante rapporti sessuali non protetti, con il contatto della pelle, con il bacio, utilizzando posate, rasoi e asciugamani precedentemente adoperati da persone infette.

Dopo un’eruzione iniziale, HSV rimane latente nei gangli nervosi. Le eruzioni erpetiche ricorrenti possono essere scatenate da eccessiva esposizione alla luce solare, dalla febbre, da stress fisici o emotivi, da immunosoppressione. Lo stimolo scatenante è spesso sconosciuto. La malattia ricorrente è generalmente meno grave della malattia primaria.

L’azione dell’Herpes Simplex Virus è diretta generalmente alle cellule epiteliali e determina la loro morte. Ciò si traduce nella formazione di vescicole infiammatorie e pruriginose sulla cute (di labbra, narici, cavo orale e occhi per HSV1 e dei genitali per HSV2) che si riempiono di liquido. In seguito comincia il processo ripartivo, che dura di solito 7/10 giorni, con formazione di croste.

Come si manifesta?

Le lesioni possono comparire in qualsiasi sede cutanea o mucosa, ma sono più frequenti attorno alla bocca, sulle labbra, sulla congiuntiva e sulla cornea, oltre che sui genitali. Dopo un periodo iniziale (in genere < 6 h nelle recidive di HSV-1) di bruciore o di prurito, compaiono piccole vescicole tese su una base eritematosa. I singoli gruppi variano da 0,5 a 1,5 cm di diametro, ma possono confluire con altri. Lesioni cutanee che interessano naso, orecchie o dita possono risultare particolarmente dolorose. Le vescicole persistono per alcuni gg, incominciano poi a seccarsi e formano infine una sottile crosta giallastra. La guarigione avviene in genere in 8-12 gg dopo l’esordio. Singole lesioni erpetiche guariscono di regola in modo completo, ma le lesioni ricorrenti nello stesso luogo possono provocare atrofia e cicatrici.

L’infezione primaria da HSV-1 causa tipicamente una gengivostomatite, che è molto comune nei neonati e nei bambini. I sintomi sono irritabilità, anoressia, febbre, infiammazione gengivale e ulcere dolorose della bocca.

L’infezione primaria da HSV-2 si verifica tipicamente sulla vulva e sulla vagina o sul pene nei giovani. La malattia è accompagnata da febbre, malessere e adenopatia inguinale dolorosa. L’infezione da HSV-2 può presentarsi nei neonati e determinare una grave malattia disseminata.

Il HSV causa occasionalmente encefalite grave. Il HSV-2 è stato associato anche alla meningite asettica spesso benigna o alle sindromi di mieloradiculite lombosacrale, che possono comprendere ritenzione urinaria o costipazione.

Nei pazienti affetti da AIDS le infezioni erpetiche possono essere particolarmente gravi. Si possono avere esofagite progressiva e persistente, colite, ulcera perianale, polmonite e sindromi neurologiche.

Le epidemie da HSV possono essere seguite da tipico eritema multiforme. L’eczema erpetico rappresenta una complicanza dell’infezione nella quale i pazienti manifestano una grave malattia nelle regioni cutanee con eczema.

Il patereccio erpetico, una lesione rigonfia, dolorosa ed eritematosa della falange distale, è provocato dall’inoculazione del HSV attraverso una ferita o un’abrasione cutanea ed è comune soprattutto tra gli operatori sanitari.

Nella fase successiva alla comparsa dell’Herpes alcuni soggetti sperimentano sintomi di una sindrome para-influenzale come:

  • Febbre
  • Dolori muscolari
  • Mal di testa
  • Malessere generale
  • Linfonodi inguinali gonfi

Come si previene?

La prevenzione delle infezioni virali si attua osservando le principali norme igieniche, lavando spesso le mani. Occorre fare attenzione quando ci si è toccati in parti del corpo più a rischio di infezione, come i genitali, evitando subito dopo il contatto con occhi e naso; inoltre, bisogna evitare di condividere utensili, asciugamani, posate, rasoi.

Diagnosi

La diagnosi è confermata dalla coltura del virus, dalla sieroconversione e da un incremento progressivo degli Ac sierici al sierotipo appropriato (nelle infezioni primarie), oltre che dai reperti bioptici. Una preparazione di Tzanck della base della lesione spesso rivela cellule giganti multinucleate nell’infezione da HSV o da varicella-zoster. Le nuove tecniche quali gli studi del LCR tramite la reazione a catena della polimerasi possono permettere una diagnosi precoce non invasiva dell’encefalite da herpes simplex.

Il HSV va distinto dall’Herpes Zoster, che recidiva soltanto di rado e provoca spesso dolore più intenso e gruppi di lesioni distribuite lungo un dermatomero. La diagnosi differenziale include varicella, ulcere genitali o gengivostomatiti dovute ad altre cause e le dermatosi vescicolari, specialmente la dermatite erpetiforme e le eruzioni da farmaci.

Trattamento

Il trattamento sistemico con acyclovir viene usato nelle gravi infezioni erpetiche, come nella malattia disseminata del neonato, nell’encefalite da herpes simplex e nei pazienti immunocompromessi. Acyclovir, valacyclovir e famciclovir possono ciascuno essere utilizzati per la soppressione di eruzioni ricorrenti. La trifluridina topica è usata, sotto la supervisione di un oculista, nel trattamento delle cheratiti da herpes simplex. Il penciclovir topico può essere usato nel trattare il HSV ricorrente orolabiale e l’acyclovir topico per l’herpes genitalis iniziale. Il foscarnet EV è usato per il HSV (mucocutaneo) resistente all’acyclovir in pazienti immunosoppressi.

Le infezioni secondarie vengono trattate con antibiotici topici (p. es., neomicina-bacitracina unguento) o, se gravi, con antibiotici sistemici.

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